Zona rossa Covid e aziende chiuse: arriva il taglio della tassa rifiuti

Martedì il voto in consiglio sulla riduzione Tari alle aziende
Martedì il voto in consiglio sulla riduzione Tari alle aziende
di Fabrizio Romagnoli
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Venerdì 26 Marzo 2021, 05:05

JESI  - Tassa rifiuti ridotta per le attività che stanno subendo e subiranno le chiusure imposte dalle disposizioni anti-contagio dettate dalla pandemia. La decisione passerà al vaglio del Consiglio martedì prossimo e riguarda le utenze non domestiche colpite dalle misure di contenimento del Covid disposte dalle varie autorità, intervenendo su quella che è la parte variabile della tariffa relativa alla Tari.


Nel dettaglio, ci si appresta a varare per quest’anno un abbattimento del 25% della spesa per i casi di sospensione o chiusura dell’attività fra i 30 e i 90 giorni, anche non consecutivi, nell’anno in corso. Il taglio arriva al 50% nei casi di stop fra i 90 e i 180 giorni e aumenta fino al 75% per le chiusure oltre i 180 giorni. Non andranno conteggiati come giorni di sospensione e chiusura quelli in cui si è rimasti aperti con la sola limitazione dell’orario di esercizio. Rientrano nel calcolo invece le chiusure per l’intera giornata, anche nei casi in cui è rimasto comunque consentito l’esercizio dell’attività in via eccezionale o residuale o con specifiche modalità: ovvero, come da specifico esempio, rientrano fra i giorni che possono essere calcolati per avere accesso allo sconto sulla Tari quelli in cui ai servizi di ristorazione sono state solamente permesse le attività di consegna a domicilio o di asporto.

Per le attività ricettive invece, si considerano giorni di sospensione o chiusura quelli oggetto di limitazioni agli spostamenti delle persone in entrata o in uscita dal territorio comunale: ad esempio i giorni di zona arancione o zona rossa. Confermate le scadenze di pagamento del tributo nelle due rate del 17 maggio per l’acconto e dell’1 dicembre per il saldo a conguaglio, gli abbattimenti della tariffa saranno applicati sulla seconda rata a saldo di dicembre: occorrerà che il contribuente presenti, entro il 31 gennaio successivo, una apposita dichiarazione in cui indica il tipo di attività svolta e i giorni di chiusura per effetto dei provvedimenti adottati dagli organi competenti. La proposta che l’amministrazione porterà in Consiglio rileva che i provvedimenti per arginare il virus «hanno imposto – e impongono tutt’oggi – stringenti divieti agli spostamenti delle persone fisiche nonché la sospensione o la chiusura di numerose attività economiche, con conseguenti ripercussioni sia sulla quantità di rifiuti prodotti, sia sulle condizioni di sostenibilità per i fruitori del servizi». 


Le mancate entrate tariffarie saranno finanziate «attraverso la fiscalità generale, con risorse a carico del bilancio comunale, fatti salvi specifici trasferimenti statali o da parte di altre autorità, escludendo incrementi del costo del servizio rifiuti e del gettito tariffario della presente o delle future annualità». Si taglierà sui costi variabili correlati alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito ed all’entità dei costi di gestione. Inalterati quelli fissi rappresentati da quelli sostenuti per l’erogazione di servizi indivisibili a beneficio dell’intera collettività come lavaggio e spazzamento delle strade, dagli investimenti per le opere e dagli ammortamenti. 

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