Variante Amazon a Jesi, via libera del Tar. In giunta per il disco verde, il colosso dell’e-commerce può sbarcare nel 2024

Variante Amazon a Jesi, via libera del Tar. In giunta per il disco verde, il colosso dell e-commerce può sbarcare nel 2024
Variante Amazon a Jesi, via libera del Tar. In giunta per il disco verde, il colosso dell’e-commerce può sbarcare nel 2024
di Lorenzo Sconocchini
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 04:10

JESI - L’ultimo ostacolo prima dell’approvazione definitiva della variante Amazon era un ricorso al Tar presentato dal progettista dell’interporto della Vallesina, l’architetto Dario Garcia Tomellini, secondo il quale la famosa delibera di San Floriano, approvata il 4 maggio scorso dalla giunta comunale uscente, snaturava il progetto originario da lui firmato più di trent’anni fa.  Ma con una sentenza pubblicata ieri il Tribunale amministrativo delle Marche ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal professionista, il quale tra l’altro eccepiva che la variante avrebbe dovuto essere approvata dal consiglio comunale, non dalla giunta, e sarebbe illegittima perché proposta da un soggetto privato, anziché da Interporto Marche. Tutte obiezioni crollate davanti alla valutazioni dei giudici, secondo cui l’architetto Tomellini non era legittimato a proporre ricorso contro la variante dal solo interesse personale a preservare il suo progetto originario. «L’esercizio del potere di variante da parte dell’ente locale non può arrestarsi di fronte alla pretesa tutela del diritto d’autore del progettista dell’opera pubblica», scrive il Tar Marche.

L'ultimo scoglio superato


Superato l’ultimo scoglio, la variante al progetto preliminare per il sistema interportuale di Jesi, necessaria per realizzare il nuovo polo logistico di Amazon su una superficie di circa 66.250 mq, tornerà oggi all’esame alla giunta comunale (nel frattempo cambiata con il sindaco Lorenzo Fiordelmondo) per l’ultimo disco verde di un iter autorizzativo lungo e tormentato. Nel marzo scorso, quando erano arrivati i pareri favorevoli del ministero e della Provincia sulle valutazioni di impatto ambientale, sembrava che il progetto per un hub del colosso americano dell’e-commerce alle porte di Jesi fosse in dirittura d’arrivo. Ma ad aprile Scannell - la società americana di sviluppo immobiliare a cui Amazon si appoggia per l’apertura di nuovi poli logistici - gelò tutti comunicando alla società Interporto che l’hub di jesi non sarebbe stato realizzato nel 2023, come previsto inizialmente, a causa delle lungaggini nelle trattative. Con la delibera di giunta comunale del 3 maggio scorso la procedura si era riattivata, a pochi giorni dalla nomina di un nuovo Cda della società Interporto Marche Srl che aveva cercato di ridare slancio al progetto Amazon. Erano seguiti altri rallentamenti, con tre osservazioni alla variante urbanistica “non sostanziale”, e da ultimo il ricorso al Tar dell’architetto Tomellini. Con la sentenza di ieri, già oggi la giunta comunale di Jesi dovrebbe votare la variante e ripassare la palla ad Amazon. Se tutto fila via liscio, l’hub potrebbe essere pronto entro il 2024. La sentenza del Tar è arrivata proprio nel giorno in cui il presidente di Interporto Marche, Massimo Stronati, ha incontrato in Regione il governatore Francesco Acquaroli.

Acquaroli: «Un volano per tutte le Marche»

«Sono certo che la società Interporto abbia fatto tutto quanto era possibile per sgombrare il campo dalle criticità - ha dichiarato il presidente della Regione Marche dopo l’incontro -. L’auspicio è sempre stato quello di addivenire in una positiva soluzione perché quest’investimento rappresenta un volano per l’economia del territorio su cui insiste e delle Marche intere». 
«La nostra mission è quella di fare trasporto intermodale a servizio del territorio e delle imprese e siamo certi che le istituzioni coglieranno le opportunità di sviluppo che l’Interporto è capace di attivare, agevolando l’insediamento di player economici di rilievo mondiale – ha spiegato il presidente Massimo Stronati – La presenza di Amazon all’Interporto è una necessità assoluta e non più prorogabile». «Il mondo dell’impresa - ha aggiunto la vicepresidente di Interporto Roberta Fileni - ha urgente bisogno di connessioni fisiche e immateriali».

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