Persa la battaglia a difesa dei tigli: i primi sei alberi subito abbattuti

Persa la battaglia a difesa dei tigli: i primi sei alberi subito abbattuti
Persa la battaglia a difesa dei tigli: i primi sei alberi subito abbattuti
di Fabrizio Romagnoli
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Lunedì 4 Luglio 2022, 07:20

JESI  - Tigli di viale Trieste, si va avanti con l’abbattimento: per sei delle piante coinvolte si dovrà procedere in questi primi giorni di luglio, per le altre sei entro il mese di ottobre. A fronte di dodici abbattimenti, saranno ripiantumate sette nuove alberature. 


La mobilitazione 
Nel febbraio scorso la notizia improvvisa dell’intervento, in previsione su parte dei tigli della storica passeggiata del viale della stazione, aveva provocato un notevole e immediato movimento di protesta, con sit-in ambientalisti sul posto, una petizione con 184 firme che chiedevano di sospendere la procedura, poi respinta dalla Giunta e infine la richiesta anche di una parte dell’allora maggioranza civica di procedere a ulteriori analisi. Il dottor Ugo Pazzi, agronomo incaricato dalla ditta che cura il verde pubblico, aveva espresso in una perizia la necessità dell’abbattimento, parlando di «età avanzata, carie, disfunzioni del legno. Meglio investire sul monitoraggio delle altre piante».

Nel mese di maggio scorso, l’affidamento ad una ditta di Monza dell’incarico di eseguire analisi strumentali resistografiche e tomografiche, al fine di «valutare l’esigenza di procedere urgentemente con l’abbattimento o la possibilità di posticipare lo stesso alla stagione autunnale, al termine del periodo di riproduzione dell’avifauna e della stagione vegetativa, e quando sarà possibile la ripiantumazione delle alberature al fine di mantenere l’unitarietà del viale». Le nuove analisi hanno classificato 4 dei tigli con propensione al cedimento estrema e altri 2 con propensione al cedimento elevata, «caratterizzate da importanti cavità al castello che apportano diminuzioni significative della resistenza meccanica. In assenza di importanti interventi di riduzione della chioma e monitoraggio annuale sono estremamente pericolose, è consigliata la sostituzione».

Si tratta delle prime sei per le quali gli uffici, con una determinazione dello scorso 21 giugno, hanno indicato di dovere procedere all’abbattimento entro 15 giorni dalla stessa. Altre 3 alberature sono state classificate con propensione al cedimento moderata e infine le ultime 3 con propensione al cedimento bassa. Ma «considerato lo scarso pregio – si spiega - la presenza di capitozzi significativi e cavità al castello tali da rendere necessari interventi anche piuttosto intensi, il basso valore ecologico e ornamentale tale da non giustificare investimenti cospicui e frequenti, al fine di evitare una sorta di accanimento terapeutico solo per garantire una certa sicurezza al traffico pedonale e veicolare, è consigliata la sostituzione con altri esemplari». 


I nodi 
Per questi ultimi sei tigli dunque abbattimento entro ottobre, quando poi saranno ripiantate sette piante. Lo stesso dottor Pazzi, in commissione, aveva indicato fra i problemi dei tigli i «conflitti con marciapiedi e sottoservizi, dati dal fatto che le piante sono troppo vicine l’una all’altra. Alberi compromessi da difetti risalenti alla piantumazione, che fanno i conti con lo sviluppo del viale e i cambiamenti climatici». Nel complesso, dei dodici alberi coinvolti nove si trovano lungo viale Trieste, gli altri nel piazzale della stazione.

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