Emergenza ponti, servono soluzioni veloci: per il San Carlo appalto entro l’anno

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Fabrizio Romagnoli
Emergenza ponti, urgono soluzioni veloci: per il San Carlo appalto entro l anno

JESI -  Obiettivo arrivare entro il 2021 ad appaltare i lavori di demolizione e ricostruzione di ponte San Carlo. È la tempistica che ci si sta provando a dare in Comune, per l’opera pubblica più complicata, importante e attesa: una operazione da 6,7 milioni per restituire alla città nella sua pienezza il completamento diretto sopra l’Esino fra centro, quartiere Minonna e lo svincolo Jesi Centro della SS76. 

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Il tutto nei giorni in cui un’altra infrastruttura desta preoccupazione: sul ponte di San Giuseppe, all’incrocio con viale del Lavoro, scatterà con ogni probabilità da venerdì prossimo la restrizione che, precauzionalmente, incanalerà il traffico su di una sola corsia, al centro, invece che sulle attuali due. Quanto a ponte San Carlo, il progetto è al vaglio della Conferenza dei Servizi che coinvolge tutti gli enti e i soggetti coinvolti a vario titolo nella questione. Solo dopo il via libera della conferenza si potrà passare alla fase di progettazione esecutiva, affidata sempre all’ingegner Luigi Dezi e necessaria per dare il via alla gara d’appalto. 


Un iter che si vuol riuscire a completare nel corso di quest’anno. I lavori comporteranno un anno e mezzo o, nella migliore delle ipotesi, almeno 15 mesi senza ponte. È la stima dei tempi che intercorreranno fra demolizione della struttura attuale, per motivi di sicurezza chiusa al transito dei mezzi pesanti da maggio 2018, e costruzione della nuova. Il nuovo ponte permetterà di adeguare la sede stradale, ricavare lo spazio per una pista ciclopedonale protetta da 1,75 metri di larghezza per ciascuno dei due sensi di marcia e mettere in sicurezza la struttura dal punto di vista sismico e della protezione idraulica: saranno tre e non più nove i piloni nell’alveo del fiume, con una distanza fra l’uno e l’altro di 52 metri nelle due campate centrali e di 41,50 metri in quello laterale.

Dei 6,7 milioni di spesa previsti per rifare il ponte - – per 4 milioni coperti da risorse regionali- un milione e mezzo di investimento è richiesto dalla necessità di spostare transitoriamente il passaggio dei sottoservizi- acqua, luce, gas, fibra e fognature- che sono oggi inseriti nell’infrastruttura. Intanto c’è da pensare anche al ponte di San Giuseppe, dove al momento si circola ancora come d’abitudine. Ma l’ammaloramento di parte del calcestruzzo ha consigliato di ridurre la carreggiata, concentrando il transito al centro così da evitare il carico sui lati dove maggiori sono le criticità. La segnaletica per il restringimento dovrebbe essere posizionata a giorni.


Sul ponte va all’attacco il consigliere del Gruppo misto Marco Giampaoletti: «Quasi tre anni fa l’avevo segnalato. Visto il traffico e la situazione che da anni, soprattutto nelle travi laterali, è visibile a occhio nudo senza l’ausilio di un tecnico, questa amministrazione si poteva svegliare prima. Dispiace che a rimetterci debba essere la città. In questi anni si poteva correre ai ripari senza bisogno di stringere la carreggiata».

 

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