Ambulanze in coda e niente barelle: «Caos al pronto soccorso dell’ospedale»

Ambulanze in coda e niente barelle: «Caos al pronto soccorso dell ospedale Urbani»
Ambulanze in coda e niente barelle: «Caos al pronto soccorso dell’ospedale Urbani»
di Fabrizio Romagnoli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Aprile 2022, 06:10

JESI  - «Sulla situazione al pronto soccorso del Carlo Urbani ci siamo subito preoccupati. Ne ho parlato con l’assessore regionale alla sanità Saltamartini, che mi ha dato rassicurazioni: la questione è seguita e monitorata, la direttrice generale dell’Asur Storti è stata immediatamente coinvolta e si stanno mettendo in atto i primi interventi per ridurre criticità che, purtroppo, sono diffuse non solo a Jesi e non solo in Area Vasta 2». Così il sindaco Massimo Bacci, dopo quanto emerso negli ultimi giorni dalla “prima linea” del pronto soccorso. 


Un tema sul quale l’opposizione in Consiglio regionale chiama il presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini a dare risposte. Di «pronto soccorso dell’Urbani nel caos» parla il capogruppo Pd Maurizio Mangialardi, facendo cenno ad una «condizione di estremo disagio, simile a quella di altri ospedali provinciali ma che a Jesi sta ormai assumendo un carattere esplosivo a causa del sempre più diffuso dirottamento verso il nosocomio cittadino di tutte le chiamate di emergenza che giungono alla centrale operativa del 118 di Torrette dai comuni della Vallesina, del fabrianese e perfino del senigalliese, territori le cui strutture sanitarie risultano a loro volta duramente provate dalla politica sanitaria regionale degli ultimi due anni».

Per Mangialardi è «evidente che alla disastrosa situazione dei Pronto soccorso concorre l’assenza di indirizzi da parte del presidente e dell’assessore, che si riflette soprattutto sugli ospedali della provincia di Ancona, sempre più penalizzati dagli squilibri territoriali alimentati dalla politica sanitaria della giunta Acquaroli». In precedente, era stata Simona Lupini, consigliera regionale del Gruppo Misto e vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, a evidenziare le «numerose ambulanze costrette a sostare in fila fuori dal pronto soccorso pur trasportando pazienti: non è stato possibile portarli all’interno, a causa della mancanza di barelle, causata da un elevato numero di chiamate giunte dalla centrale operativa 118 di Torrette. Le segnalazioni purtroppo si moltiplicano: l’ospedale di Jesi e il suo pronto soccorso soffrono di croniche carenze sul personale, il tetto di spesa sta paralizzando l‘Area Vasta 2». 


Sul punto, il sindaco Bacci dice: «Come sempre abbiamo fatto in questi dieci anni di amministrazione, abbiamo preso contatto e ci siamo confrontati in merito con chi ha la responsabilità politica di gestire la sanità regionale. L’assessore Saltamartini negli ultimi giorni ha già effettuato due sopralluoghi all’Urbani per prendere personalmente visione della situazione. E ha coinvolto sia la direttrice generale dell’Asur Nadia Storti sia il direttore dell’Ars Armando Gozzini. Sono già state svolte, insieme agli operatori sanitari impegnati sul campo, delle verifiche sulle criticità emerse e sulle possibilità di intervenire. E i primi accorgimenti organizzativi sono già stati messi in atto, contando di iniziare a ridurre i disagi». Conclude Bacci: «Una realtà, quella delle difficoltà in particolare per ciò che riguarda la medicina d’emergenza, che non si verifica solo a Jesi, struttura che peraltro ancora si confronta con l’impegno anti-pandemia, ma anche altrove in maniera diffusa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA