«Teatri, stop inaspettato. Si rischia seriamente di scomparire». Anche il sindaco scende in campo

Martedì 27 Ottobre 2020 di Talita Frezzi
«Teatri, stop inaspettato. Si rischia seriamente di scomparire». Anche il sindaco scende in campo

JESI -  Un solo contagio in quattro mesi di attività per un totale di 2.800 spettacoli monitorati da Agis-Associazione generale italiana dello spettacolo. Tradotto: il rischio di contagio da Covid-19 per chi frequenta i teatri è pari a zero, eppure la scure del Dpcm si abbatte implacabile anche su questo mondo, che ha regalato sorrisi, compagnia, e conforto.

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Ora lo stop alle attività teatrali e di spettacolo suona come un tradimento. Le compagnie di artisti, le direzioni teatrali, le maestranze e quanti hanno investito per mettere in piedi stagioni, rassegne e spettacoli con tutte le attenzioni necessarie alla tutela della salute, spendendo risorse già limitate, non ci stanno. «Siamo amareggiati e increduli - dicono il sindaco di Jesi Massimo Bacci (presidente della Fondazione Pergolesi Spontini) e Lucia Chiatti (direttore generale della Fondazione) - facciamo nostro l’auspicio e l’impegno, anche attraverso la nostra rappresentanza nazionale, affinché tale misura venga rivista al più presto. Siamo forti dei dati registrati da giugno a oggi nei luoghi di spettacolo».

Sospesa la 53esima Stagione lirica di tradizione del teatro Pergolesi, cui la Fondazione - contrariamente ad altri enti teatrali - non ha voluto rinunciare, creando spettacoli rispettosi delle normative e del bisogno della città di vivere il suo teatro. Interrotta dopo una sola serata di successo, la Stagione di “Teatro Ragazzi” dell’associazione Atgtp che quest’anno avrebbe coinvolto 10 comuni della Provincia di Ancona e Mondolfo con recite anche riservate alle scuole. Primo e ultimo spettacolo in scena, “Il più furbo” con un eclettico Andrea Cappone, da solo sul palco del teatro Spontini di Maiolati. 

«Non ci saremmo mai aspettati uno stop dopo aver investito risorse ed energie per mettere in piedi una rassegna che rispettasse tutti i crismi per tutelare la salute - dice amareggiato Simone Guerro, direttore artistico dell’Atgtp. - Quarantaquattro spettacoli in programma per tre mesi di eventi in 11 comuni (28 dei quali nei musei civici di Jesi), con recite statiche e rispettose delle distanze tra gli attori, pubblico contingentato, misurazione della temperatura, igienizzazione, sanificazione degli spazi». Guerro incalza: «Il dispiacere non è solo per le maestranze, per gli attori in tournée costretti a tornare a casa, per gli spettacoli cancellati, ma anche per l’investimento economico affrontato per non rinunciare alla rassegna: 30mila euro di progettazione più 15mila euro di tournée. Così è un intero settore che rischia di scomparire».

 

Tira somme, che non avrebbe mai voluto tirare: «Abbiamo annullato gli spettacoli in programma e la terza edizione del Festival Flumen, che avrebbe dovuto svolgersi a giugno. Siamo avviliti». 
Persino l’entusiasmo circense del duo Simon Luca Barboni e Mirco Bruz, alias “Compagnia L’Abile Teatro”, si affievolisce di fronte al Dpcm. «È devastante - dice Simon Luca Barboni - l’ultimo spettacolo prima del lockdown di marzo era il 16 febbraio, poi fermi fino ad agosto. Abbiamo fatto qualche spettacolo, l’ultimo il 4 ottobre. Non è possibile programmare date, rassegne o eventi in questo clima di incertezza, che condiziona negativamente anche la creatività e l’ispirazione, alla base di ogni nostro nuovo progetto. Abbiamo spettacoli per gennaio 2021, li avevamo programmati quest’estate per dare un segnale agli altri e a noi stessi di avere un ruolo importante nel contesto sociale. Ma questo nuovo Dpcm fa crollare anche questa certezza. Ci ha messo in ginocchio, economicamente e moralmente». 

 

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