La settimana cruciale per il nodo-Caterpillar: licenziamenti, la parola al giudice

La settimana cruciale per il nodo-Caterpillar: licenziamenti, la parola al giudice
La settimana cruciale per il nodo-Caterpillar: licenziamenti, la parola al giudice
di Fabrizio Romagnoli
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Martedì 8 Febbraio 2022, 07:30

JESI  - Settimana cruciale per la vertenza Caterpillar: a chiuderla sarà, venerdì prossimo, la presenza al presidio di via Roncaglia del Ministro del Lavoro Andrea Orlando, mentre prima ci saranno le visite allo stabilimento di altre due aziende interessate a rilevarlo e, domani, l’avvio in Tribunale della discussione sulla denuncia presentata dai sindacati per comportamento antisindacale della proprietà.

Giovedì invece sarà lo stesso segretario generale nazionale della Cgil, Maurizio Landini, a portare la sua vicinanza a lavoratori e lavoratrici che, in assenza di mutamenti rispetto alla situazione attuale, vedrebbero avviare i propri licenziamenti allo scadere, il 23 febbraio, della procedura di mobilità aperta dall’azienda nel dicembre scorso. 


Una vertenza, quella della fabbrica jesina, che continua a richiamare l’attenzione nazionale per il suo essere emblematica. Ieri, come già settimane fa, il collegamento in diretta dal presidio della trasmissione “L’Aria che tira” di La7 condotta da Myrta Berlino. È qui che, fra le altre cose, l’onorevole marchigiana del Pd, Alessia Morani, ha confermato la presenza venerdì a Jesi del ministro Orlando. «Se perde Caterpillar, Jesi, da “piccola Milano” che ne era, rischia di diventare il “grande deserto delle Marche – ha detto ai microfoni il responsabile territoriale Fiom Cgil Maurizio Gabrielli – dal 10 dicembre non abbiamo arretrato di un passo e i lavoratori hanno trasformato la loro disperazione al momento dell’annuncio di chiusura in determinazione. Abbiamo conquistato il tavolo al Ministero con la lotta e non intendiamo fermarci».

E sul fronte del Mise, alla luce degli interessamenti al sito già manifestatisi e ai nuovi in arrivo, è probabile che il Ministero aggiorni il confronto sulla vertenza a dopo la data del 14 febbraio, indicata da Caterpillar ai potenziali acquirenti come quella nella quale presentare nero su bianco le proprie intenzioni e proposte. Ma il tempo stringe. «Una fabbrica non si vende in un mese» dice Gabrielli. E occorre allora allungare la scadenza del 23 febbraio: una via possibile potrebbe anche rappresentarla una decisione del giudice favorevole alla denuncia dei sindacati in discussione da domani. I lavoratori saranno per l’occasione davanti alla sede del Tribunale. La tesi, come spiegato dal segretario regionale Fiom Cgil Tiziano Beldomenico, è che «mai, in alcun confronto coi rappresentanti sindacali, l’azienda aveva portato all’attenzione che ci fosse una questione di costo del lavoro da affrontare. La comunicazione della chiusura e delle sue motivazioni è stata un fulmine a ciel sereno». 


Una pronuncia favorevole del giudice, anche dopo il 23 febbraio, azzererebbe tempi e effetti della procedura avviata dalla multinazionale. «L’azienda ha sin qui proposto un accordicchio e licenziamenti firmati già oggi. Ma dall’annuncio di dicembre - ha detto a La7 Diego Capomagi, lavoratore Caterpillar e componente Rsu – ha perso il diritto di proprietà: la fabbrica è del territorio, ha 96 anni di storia e noi siamo la terza o quarta generazione che ci lavora. Ce ne saranno altri, siamo pronti a resistere tutto il tempo necessario». 

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