Jesi, sei alunni inventano il cubo di Rubik che si auto-risolve

Mercoledì 23 Ottobre 2019
 Sei alunni inventano il cubo di Rubik che si auto-risolve
JESI - Un innovativo cubo di Rubik in grado di risolversi da solo, per via informatica, usando sei motori contenuti al suo interno. La rivisitazione high-tech di uno dei più popolari rompicapo, è l’idea proposta da sei studenti dell’istituto d’istruzione superiore Marconi Pieralisi di Jesi alla “Maker Faire Rome 2019”, il più grande evento sull’innovazione in ambito tecnologico che si è svolto a Roma nei giorni scorsi. Un viaggio nel futuro, tra robotica, intelligenza artificiale, manifattura digitale, aerospazio, agritech, food 4.0, energie rinnovabili, sostenibilità e qualità della vita. 

Cubo di Rubik, un robot lo risolve in 0,38 secondi. Il video è incredibile

Uno studente della classe 4 BM e cinque della classe 5 AM del Marconi, supportati dal professor Angelo Bracaccini, hanno portato in fiera il loro nuovo cubo di Rubik, progetto a cui hanno lavorato dallo scorso marzo e che li ha impegnati per sette mesi, giusto in tempo per presentarlo alla fiera. Grande soddisfazione del dirigente dell’IIS Marconi Pieralisi, ingegner Corrado Marri.
«E’ stata un’esperienza molto bella, formativa e importante per i nostri studenti, che hanno presentato il loro MagikCube, il cubo di Rubik che si autorisolve, allo stand D46 del padiglione 5 di una delle più importanti fiere della tecnologia – spiega il dirigente – È stata una sfida con loro stessi riuscire a concentrare molte delle loro conoscenze e capacità in un preciso obiettivo. Il loro cubo è stato selezionato nel mese di luglio tra altri 200 progetti in concorso, aggiudicandosi la possibilità di essere presentato alla Fiera. La nostra è una delle 50 scuole italiane (più 5 europee) che sono state invitate al Maker Faire 2019 e di questo tutto il personale di istituto, docenti e Ata, ne è fiero». 
Il MagikCube è stato ideato e realizzato da Stefano Giulianelli, Leonardo Di Primio, Teo Conigli, Matteo Perini, Ludovico Ciarloni e Matteo Pinna: all’interno del cubo ci sono sei motori, un microcontrollore, dei driver e una batteria. Il cubo fa uso di un software per essere risolto e dopo aver calcolato la sequenza necessaria, aziona i motori facendo ruotare le diverse facce. 

«Alcuni di noi - spiegano gli studenti - avevano la passione e la competenza nel risolvere manualmente il cubo di Rubik in poco tempo. Da qui è nata l’idea di realizzare un cubo di Rubik che si autorisolve utilizzando motori interni e non esterni come già altri maker hanno realizzato». I ragazzi hanno lavorato in team e il risultato, presentato al Maker Faire, ha destato curiosità e interesse, in particolare di personaggi di primo piano come il relatore della Nasa Alejandro Miguel San Martin; Yan Mui Kitty Yeung il relatore dell’omonima azienda attività della Microsoft e Michael Frank Szczys direttore dell’attività di blogger Hackaday. Grandi nomi che hanno suggerito agli studenti nuove idee per il futuro.  Ultimo aggiornamento: 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA