Jesi, insulti in chat: «Sporco romeno»
il regolamento dei conti finisce sui social

Giovedì 21 Febbraio 2019 di Federica Serfilippi
JESI - «Sei uno sporco romeno». È questo l’insulto apparso lo scorso autunno in una chat whatsapp creata da un gruppo di studenti, tutti frequentanti un istituto scolastico superiore di Jesi. La frase, stando alla ricostruzione della procura, avrebbe innescato un regolamento di conti ai giardinetti di viale Cavallotti, poi filmato e finito sui social. Protagonisti, sia il destinatario del messaggio, un 17enne di origine romena, sia il presunto mittente dell’invettiva, uno jesino suo coetaneo.
  
Era nata una zuffa, con lo straniero che aveva affrontato a mani nude il suo rivale, prendendolo a pugni e anche per il collo. Anche un altro studente minorenne aveva preso parte alla mischia, schierandosi dalla parte del romeno. Alla fine, l’autore del messaggio era dovuto andare al pronto soccorso dell’ospedale per farsi curare le lesioni. Pochi i giorni di prognosi refertati, ma tanta la paura vissuta negli attimi della lotta. Tutta la bagarre sarebbe potuta finire in quella giornata passata ai giardini, poco dopo l’ultimo squillo della campanella scolastica. E invece, l’episodio è finito al vaglio della procura dei minorenni. Non perché i tre contendenti hanno parlato con i genitori di quanto avvenuto. Ma perché tutta la sequenza della zuffa era stata filmata da uno studente, probabilmente frequentante lo stesso istituto dei tre protagonisti, con il suo smartphone. Il file della rissa è circolato prima sul gruppo whatsapp della scuola, quello dove era veicolato l’insulto di stampo razzista, poi su alcuni social network. Il filmato sarebbe stato intercettato dalla mamma del ragazzino finito in ospedale. A quel punto è scattata la segnalazione alle forze dell’ordine che, dopo le indagini, hanno consegnato tutta l’informativa sul caso alla magistratura coordinata dal procuratore Giovanna Lebboroni. Nel fascicolo sono presenti due indagati: il ragazzino romeno, che sarebbe l’autore di un primo assalto al coetaneo, e lo studente (di Jesi) che gli aveva dato man forte in un secondo momento, accanendosi sempre contro l’autore del messaggio.
Per entrambi è stato ipotizzato il reato di lesioni. Sull’episodio, la procura ha da poco stretto il cerchio, notificando alle parti interessate l’avviso di conclusione delle indagini. Il romeno ha già chiesto di essere ascoltato dagli investigatori per poter dare, assieme al suo legale, una versione difensiva dei fatti che gli vengono contestati. A fargli scattare la molla sarebbe stato proprio l’sms che faceva riferimento, in maniera negativa, alle sue origini. © RIPRODUZIONE RISERVATA