Jesi, rapinavano le prostitute cinesi
fingendosi clienti: quattro condannati

Giovedì 21 Dicembre 2017
Jesi, rapinavano le prostitute cinesi fingendosi clienti: quattro condannati

JESI - Prendevano appuntamento con le squillo cinesi come normali clienti. Poi, appena entrati in casa, invece di consumare il rapporto sessuale, immobilizzavano la vittima per strapparle via l’incasso della serata e darsi alla fuga.
A quattro anni dall’arresto, avvenuto a Jesi per mano dei carabinieri, per la gang diventata nell’estate 2013 il terrore delle prostitute orientali è arrivata ieri mattina la condanna del tribunale.

Gli imputati - un pugliese di 45 anni, un 46enne molisano e due cinesi di 37 e 40 anni - hanno accumulato pene per un totale di 14 anni e 2 mesi di reclusione. In tre sono stati riconosciuti colpevoli dei reati di tentata rapina (a Jesi, 14 giugno 2013) e rapina (consumata a Fabriano il 13 giugno dello stesso anno). Assolto dal colpo andato a buon fine il molisano, condannato a 1 anno e 11 mesi di reclusione solo per il tentativo. Per gli altri, 4 anni e 3 mesi.

Ai banditi, il pm Rosario Lioniello ha contestato solamente due episodi, anche se gli investigatori hanno sempre sospettato che la banda avesse colpito altre vittime con lo stesso modus operandi. Un quinto componente della gang è stato giudicato e condannato ad Alessandria, dove il tribunale locale ha riunito il procedimento apertosi nel capoluogo dorico con quelli piemontesi, dove l’uomo avrebbe compiuto altri rapine, sempre ai danni di lucciole cinesi.  

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