Jesi, pugno in faccia alla bidella
squillo: richiedente asilo condannato

Sabato 6 Aprile 2019 di Federica Serfilippi
Jesi, pugno in faccia alla bidella squillo: richiedente asilo condannato

JESI - Aveva rubato la borsa alla squillo che frequentava regolarmente dopo averle sferrato un pugno in faccia. All’origine dell’aggressione, stando a quanto emerso, c’era una prestazione pagata (15 euro) e non consumata. Per la rapina, avvenuta il pomeriggio del 21 febbraio scorso nei pressi di un bar di Monsano, era stato arrestato un gambiano di 25 anni richiedente asilo. Ieri, è stato giudicato con il rito abbreviato dal giudice Maria Elena Cola che ha stabilito una pena di due anni e dieci mesi di reclusione.
  
Lo straniero, difeso dagli avvocati Elena Martini e Cristina Bolognini, è libero. Dopo la convalida dell’arresto non era stata disposta misura cautelare. La vittima, una collaboratrice scolastica di 48 anni, non si è costituita parte civile. Secondo la procura, i due si erano messi d’accordo per vedersi. Come in altre occasioni, lui avrebbe dovuto sganciare 15 euro per la prestazione sessuale. Cinque erano destinati a un amico della donna. Avendo un’auto, poteva trasportare la coppia nei luoghi dove potersi appartare. L’accompagnatore c’era anche il giorno della rapina. I due erano stati portati in una fabbrica dismessa alle porte di Jesi. C’era un’auto, mentre veniva scelta un’altra location, la 48enne aveva detto all’amico di fermarsi in un bar di Monsano per prendere un caffè. Scesa dall’auto, era entrata nel locale. Il ritardo aveva spazientito il 25enne. Riapparsa la donna, era scoppiata una lite. Prima una spinta di lei, poi il cazzotto di lui. Dopo averla messa ko, si era impossessato della borsa rimasta nella vettura e si era allontanato. Stando alla difesa, voleva chiamare i carabinieri per raccontare tutto e riavere i 15 euro pagati in anticipo

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