«Al pronto soccorso i 90enni aspettano giorni». Il Tribunale del malato: «Si rischia un blackout per carenza di personale»

Sabato 6 Novembre 2021 di Fabrizio Romagnoli
«Al pronto soccorso i 90enni aspettano giorni». Il Tribunale del malato: «Si rischia un blackout per carenza di personale»

JESI  - Rischio concreto di black out per l’attività del pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani. A denunciarlo è il Tribunale del Malato di Jesi, che con il responsabile Pasquale Liguori punta il dito sulla carenza di personale sia nel punto d’accesso d’emergenza sia nel reparto di Medicina, dove il distacco a Cingoli di alcuni dei professionisti ha comportato un corposo taglio ai posti letto.

 

E così, evidenzia Liguori: «In questo ultimo mese ci stanno pervenendo numerose segnalazioni di parenti di novantenni che arrivano al pronto soccorso per varie patologie non covid e che, purtroppo per loro, vi restano anche per cinque giorni, se tutto va bene. Peraltro su letti barella non certo confortevoli. Tutto ciò non per colpa degli operatori del Ps». Questi infatti, spiega, il TdM, «non trovano disponibilità di posti letto nei reparti. La situazione peggiore è per la Unità Operativa di Medicina, che fa registrare una disponibilità di dieci letti in meno, dato che ancora oggi alcuni medici del reparto devono sopperire alle carenze di organico di Cingoli». Prosegue Liguori: «La situazione al PS, con sei medici in meno, si sta facendo pesante e insostenibile. Col rischio, a ridosso della stagione invernale, che con un aumento di accessi la struttura si veda costretta a bloccarli, in quanto non avrà più dove mettere pazienti, dovendo peraltro garantire un sicuro distanziamento tra ricoverati».

Il TdM torna a chiedere all’Asur di ripristinare l’organico del pronto soccorso e alla Regione di intervenire. «Basta- afferma Liguori- con questa assurdità che, con gli organici ridotti che abbiamo, si debbano pure fronteggiare carenze di altre strutture». Liguori ne ha anche per «il silenzio assordante di tutta l’amministrazione comunale, che tace irresponsabilmente di fronte al rischio concreto di non potere più ricoverare nostri concittadini nel pronto soccorso di Jesi». Infine, quanto alle visite in Ps, «abbiamo chiarito che i pazienti devono avere la possibilità di essere visitati dai familiari: non più di mezzora al giorno, una persona per volta e solo con green pass». 

 

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