Oggi Santiago saprà se può sperare: a Torrette il responso sulla ripresa

Oggi Santiago saprà se può sperare: a Torrette il responso sulla ripresa
Oggi Santiago saprà se può sperare: a Torrette il responso sulla ripresa
di Talita Frezzi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Settembre 2020, 04:00

JESI  - Adesso che Santiago Loccioni è finalmente in Italia, si aspettano buone notizie sulle sue chance di riprendersi. Il 29enne jesino, residente a Campione d’Italia, rimasto paralizzato in seguito a un grave infortunio lo scorso 20 giugno mentre si trovava in Thailandia per lavoro, ora si trova ricoverato all’ospedale regionale di Torrette.

 

E’ vinta la battaglia condotta dai genitori, dal fratello Diego, che si sono affidati all’avvocato Corrado Canafoglia per superare infiniti ostacoli burocratici e sanitari che impedivano il rimpatrio. 

Il giovane, animatore turistico, ha dovuto attendere per oltre tre mesi da solo, ricoverato nella clinica di Bangkok. Sottoposto a interventi chirurgici e terapie i cui costi sono stati interamente sostenuti dalla famiglia perché in quel Paese non esiste una sanità pubblica. Sabato finalmente il ragazzo è arrivato a Torrette, accompagnato con un’ambulanza dell’Avis di Montemarciano che lo ha atteso all’aeroporto di Roma-Fiumicino dove era sbarcato da Amsterdam. Un viaggio difficile, in condizioni altrettanto complesse per Santiago, immobilizzato su una barella. Ha avuto l’assistenza di equipe di medici per tutto il viaggio. 

Ora, a prendersi cura del ragazzo c’è il personale medico e paramedico del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale regionale di Torrette diretto dal professor Roberto Trignani, cui era già stata spedita nelle scorse settimane la cartella clinica. «L’unica cosa allo stato che Santiago è sottoposto ad accertamenti clinici per verificare le condizioni di salute e la possibilità di recuperare dalla paralisi, domani (oggi, ndr.) avremo i responsi», dice cauto l’avvocato Canafoglia. La famiglia Loccioni ha ricevuto, una solidarietà immensa che si è tradotta in donazioni di oltre 32.000 euro per le spese per il ricovero e le cure di Santiago a Bangkok. E una raccolta firme (19.265) su Change.org per ottenere un volo di Stato, che però non è stato concesso.

Il padre Marcello, molto devoto, ha anche ricevuto una lettera di “vicinanza nella preghiera” dal Vaticano a firma del segretario di Stato cardinal Parolin. A consegnarla a Marcello Loccioni era stato il vescovo di Jesi don Gerardo Rocconi, che ha messo a disposizione una stanza per l’accoglienza della badante presso la Caritas. La famiglia si è stretta attorno a Santiago, facendogli sentire una presenza che in tre mesi difficilissimi è purtroppo mancata per la burocrazia che ha impedito ai genitori e al fratello di raggiungerlo. Ora il giovane animatore deve combattere un’altra battaglia, durissima, per ristabilirsi e tornare in piedi. Probabilmente dovrà essere sottoposto a un altro intervento chirurgico, ma verrà deciso al termine dello screening di accertamenti cui lo stanno sottoponendo a Torrette. «Ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato, dal profondo del mio cuore», le poche parole del padre Marcello, commosso e anche esausto per questi mesi di odissea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA