L'Italia è in finale, il sindaco tappezza la città con i cartelli "Grazie Roberto": «Mancini è il nostro fuoriclasse»

Giovedì 8 Luglio 2021 di Fabrizio Romagnoli
L'Italia è in finale, il sindaco tappezza la città con i cartelli "Grazie Roberto": «Mancini è il nostro fuoriclasse»

JESI - «Credo che Roberto Mancini nel mondo del calcio rappresenti una unicità. Come commissario tecnico, sicuramente è un fuoriclasse. E credo che dei marchigiani abbia la concretezza. Quella vera, quella dei marchigiani di successo». Massimo Bacci, sindaco di Jesi, parla così del concittadino illustre che ha portato l’Italia alla finale degli Europei di calcio. L’altra sera, alla vittoria degli Azzurri, sui canali social del Comune è apparsa l’immagine- “Grazie Roberto, Orgoglio di Jesi”, col Ct azzurro felice dopo una rete- che poi da ieri è stata affissa in più punti della città e distribuita nei negozi del centro.

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Anche se già c’era chi, come lo storico “Talmone” di Corso Matteotti, la sua vetrina l’aveva addobbata in tema Europei in tempi non sospetti, con cornetti portafortuna. 

I programmi 

«Una iniziativa simpatica che abbiamo voluto proporre per ringraziare Mancini, ritratto peraltro in un bel momento di esultanza- dice Bacci delle affissioni - e per dopo gli Europei sicuramente, e a prescindere da come andrà la finale di domenica, organizzeremo qualcosa per festeggiarlo. Ma faremo il punto quando sarà il momento». Già calciatore, appassionato di calcio e tifoso dell’Inter – che con Mancini allenatore riempì lo stadio Carotti con un allenamento qualche anno fa- Bacci segue con l’occhio dell’amante del pallone le vicende del Mancio. «Credo gli vada riconosciuto un ruolo fondamentale in questa che resterà in ogni caso una straordinaria cavalcata da parte degli azzurri. L’Italia del calcio è ritornata dove merita e ad avercela riportata è stato sicuramente Mancini». 

L’incontro 

L’ultimo incontro col Ct jesino, poco prima della partenza per l’avventura europea. «Ci siamo visti con lui insieme all’assessore allo sport Ugo Coltorti, peraltro per parlare non di calcio ma di altro. Gli abbiamo fatto l’in bocca al lupo, lui ci ha spiegato che di lì a poco si sarebbero ritrovati con giocatori e famiglie in Sardegna, prima di andare poi tutti in ritiro a Coverciano per preparare gli Europei». Cosa c’è di questa terra nei risultati dell’Italia? «Del marchigiano ha forse il fatto di essere una persona apparentemente schiva ma molto, molto concreta. Il carattere di chi non è particolarmente ciarliero ma quello che fa, lo fa con grande concretezza». Intanto la parrocchia di san Sebastiano, quartiere Prato, dove Mancini è nato e ha cominciato a giocare con la squadra parrocchiale dell’aurora, per domenica ha organizzato messa, panini e maxischermo. 

 

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