Risse, droga e botte a chi protesta, i residenti contro la movida choc: «Servono controlli veri»

Martedì 21 Settembre 2021 di Talita Frezzi
Risse, droga e botte a chi protesta, i residenti contro la movida choc: «Servono controlli veri»

JESI - Risse, aggressioni, tentativi di rapina ed eccessi dovuti all’abuso di alcol e stupefacenti. I contatori dei palazzi trasformati in base d’appoggio per lo smercio di droga e i davanzali usati per sniffare cocaina. Marciapiedi, muri e portoni come vespasiani. E ai residenti che chiedono ordine e rispetto, arrivano insulti e botte. Fotografia di un weekend da brividi a Jesi nel centro storico, tanto che i residenti – a un anno dall’esposto in Procura – hanno chiesto un incontro urgente con il sindaco Massimo Bacci, avvenuto nei giorni scorsi.

 

Le zone più critiche sono comprese tra Costa Pastorina, via Roccabella, Chiostro Sant’Agostino, via e vicolo Fiorenzuola, vicolo Fiasconi, vicolo del Giglio, vicolo delle Viole, via del Forno, Costa Baldassini, piazza Nova, vicolo Roccabella 1 e 2, Costa Lombarda, via Lucagnolo, Porta Valle (zona interna), via degli Spaldi, via Posterma e “giardini Sacco e Vanzetti”. 

I nodi

Non sono esenti dai problemi della musica troppo alta e dei rumori molesti nel cuore della notte le piazze Spontini ed Indipendenza. «Non è sicuramente risolutivo che i locali modifichino i loro orari di chiusura – scrivono i residenti riuniti in Comitato nel documento di proposte al sindaco - il problema è che la concentrazione degli stessi calamita ogni genere di presenze, che sfociano in scorribande notturne di ubriachi (con deiezioni e vomiti) fino alle 5 del mattino. L’ingente concentrazione di persone agevola spaccio e fruizione di droghe (marijuana, pasticche e cocaina), i contatori dei privati sono ricettacoli per la “roba” e la coca viene tagliata e sniffata anche sui davanzali di alcune finestre. Se il cittadino prova a reagire viene irriso ed insultato o rischia l’aggressione fisica, come è successo in via Roccabella/costa Baldassini, sabato 11 settembre, ad un residente preso a male parole e poi malmenato». 

L’esasperazione

Elevatissimo il numero di segnalazioni nei venerdì e sabato sera al 112. «Siamo esasperati e spaventati – scrivono ancora - chiediamo il coinvolgimento serio e fattivo delle forze dell’ordine per un controllo integrato sul territorio di notte, e un protocollo d’intesa e l’installazione di telecamere. Chiediamo l’apertura di bagni pubblici (non chimici) almeno fino all’una e il rispetto dell’art. 659 del Codice Penale (disturbo della quiete pubblica e rumori molesti)». I residenti hanno chiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine. Sabato sera, nel marasma di oltre 4.000 persone presenti in centro, i Carabinieri hanno impiegato tutte le pattuglie disponibili; organizzato servizi a piedi per il centro storico, effettuati persino dal comandante della Compagnia Capitano Vergari e della Stazione Luogotenente Rossi. E gazzelle di passaggio a lampeggiante acceso. Ma è sproporzionata la forza, “l’emergenza movida” dovrebbe essere gestita insieme a unità mobili debitamente preparate anche numericamente, così da non mettere a repentaglio l’incolumità dei militari come avvenuto recentemente al Miù di Marotta. 

 

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