Falsi incidenti, truffa alle assicurazioni
Chiesti 48 rinvii a giudizio: c'è pure un avvocato

Falsi incidenti, truffa
alle assicurazioni
Chiesti 48 rinvii a giudizio
JESI - Medici, periti e persino un avvocato. C’è di tutto nella lista delle 48 persone indagate con l’accusa di aver truffato le compagnie assicurative per incassare i risarcimenti derivati da falsi incidenti stradali avvenuti - secondo la tesi sostenuta dal pm Ruggiero Dicuonzo - in tutto l’hinterland anconetano. Le menti del piano messo in moto a partire dal 2010 sarebbero alcune famiglie rom residenti tra il capoluogo dorico e Falconara. Inizialmente, la maxi inchiesta aveva portato la magistratura a iscrivere nel registro degli indagati oltre 100 persone. Dopo la chiusura della fase preliminare, alcune posizioni sono state archiviate, anche grazie a diversi capi d’imputazione per cui è arrivata la prescrizione. Il rinvio a giudizio è stato quindi chiesto per 48 indagati.

Ieri mattina, al quinto piano del tribunale, si è tenuta l’udienza preliminare. Nulla di fatto. Alcune notifiche recapitati agli avvocati della difesa sono state ritenute nulle. È stato tutto rinviato al 23 gennaio. Erano presenti in aula anche i legali delle assicurazioni che sarebbero state truffate, pronte a costituirsi parte civile e chiedere i danni. In totale, sono 20 le compagnie da cui il sodalizio avrebbe intascato migliaia di euro. Per l’accusa, sarebbero stati tre i metodi utilizzati per incassare i premi assicurativi: il primo consisteva nell’inscenare un incidente mai avvenuto nella realtà; il secondo architettare un sinistro concordato da parti compiacenti, oppure metterlo in scena a danno di persone inconsapevoli con l’aiuto di testimoni oculari che avrebbero dichiarato il falso.
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Mercoled├Č 11 Ottobre 2017, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 20:58

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