«Primavera piovosa, estate torrida»: torna il calendario delle cipolle, ecco le previsioni per il 2021

Domenica 3 Gennaio 2021
Alfio Lillini e la lettura delle cipolle

JESI - Neanche le famose cipolle di Alfio Lillini avrebbero potuto prevedere, nel pieno delle loro capacità di svelare l’andamento delle stagioni, un 2020 così funesto e addirittura segnato da una pandemia mondiale. Torna come ogni gennaio l’appuntamento con la lettura delle cipolle, tradizione contadina con radici antichissime (fonti storiche narrano che esisteva già dal Medioevo e che perfino il duca di Montefeltro la praticasse per prevedere il meteo) ancora oggi praticata dallo jesino Alfio Lillini. 

 

 
Con tutta la scaramanzia che la tradizione folkloristica della lettura delle cipolle concede, anche per questo 2021 appena iniziato Alfio Lillini propone la sua interpretazione: «Per l’anno 2021 i segnali della natura, anche con un certo anticipo, ci fa intendere di avere un inverno diverso dagli ultimi anni, forse avremo anche la neve a quote medio basse.

Le mezze stagioni ritornano a farsi vedere come da calendario – spiega Lillini - con pioggia abbastanza presente in primavera, il caldo da fine maggio, l’afa e il caldo a volontà dopo la prima decade di giugno, caldo torrido e afa a luglio e agosto, le prime piogge a settembre, ottobre ci porta l’autunno, il freddo a novembre dopo l’estate di San Martino, venti freddi da fine mese, giornate rigide e gelate con neve a dicembre». Insomma, sembra che le cipolle ci raccontino un ritorno alla normalità, alle care vecchie stagioni (tutte) che ultimamente erano sparite facendoci passare dai capi invernali alle maniche corte, ma Lillini da intenditore non solo di tradizioni popolari ma anche di ambiente, avverte: «Di questo cambiamento climatico dobbiamo tutti prendere atto in maniera completa, gli animali selvatici dalla periferia sono entrati in città. Questi sono segnali gravi, da non sottovalutare». Insomma, le stagioni torneranno al loro posto secondo l’interpretazione delle cipolle di Lillini e la natura vuole riprendersi gli spazi che le sono propri. 

 

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