Jesi verso il dopo Bacci: Fiordelmondo stacca Marasca, al ballottaggio da favorito

Jesi verso il dopo Bacci: Fiordelmondo stacca Marasca, al ballottaggio da favorito
Jesi verso il dopo Bacci: Fiordelmondo stacca Marasca, al ballottaggio da favorito
di Fabrizio Romagnoli
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Martedì 14 Giugno 2022, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 10:34

JESI - Lorenzo Fiordelmondo, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra che riunisce Pd, Jesi in Comune, Repubblicani Europei, Con Senso Civico, Jesi Respira, e Matteo Marasca, alfiere delle liste civiche della maggioranza uscente supportato da Jesiamo, Patto per Jesi, Orizzonte Jesi, Riformisti per Jesi: sarà per scegliere fra loro due che elettori e elettrici jesini saranno di nuovo chiamati alle urne per il turno di ballottaggio del 26 giugno prossimo, che designerà il successore di Massimo Bacci.

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Il primo, Fiordelmondo, parte da oltre 9 punti percentuali di vantaggio sul rivale, con poco meno del 46% dei votanti al primo turno che hanno premiato la sua figura e la formula di un centrosinistra che a Jesi si è ripresentato tutto insieme unito come non accadeva più da 15 anni a questa parte. 
La rinascita 
E risale così dal baratro dove era finito nel 2017, con Bacci riconfermato per il secondo mandato al primo turno e con oltre il 60% dei consensi. Si ferma poco sotto il 36.5% Marasca e per uno schieramento che si era messo in corsa mesi fa accarezzando addirittura l’idea di un successo al primo turno, il risultato ha il sapore della delusione, anche se ora tutto può essere rimesso in gioco. Ieri però i sorrisi erano tutti da una parte e dall’altra c’erano volti tirati ed espressioni amareggiate, sia nei rispettivi quartier generali, man mano che affioravano i risultati, sia quando, in serata, civiche e centrosinistra si sono “divise” la piazza, con le prime sotto la loggia dell’Imperiale a discutere e preparare i propositi di rimonta e le seconde dall’altro lato del Bar Centrale a godersi una serata da primi in classifica. Aleggia, sulle previsioni di ciò che potrà accadere fra due settimane, l’interrogativo su come si comporterà chi non ha scelto Fiordelmondo o Marasca al primo turno: gli astenuti – ma quanti di coloro che non si sono recati al seggio il 12 giugno lo faranno il 26? – ma soprattutto l’oltre 11,50% che ha votato il candidato di Fratelli d’Italia, Antonio Grassetti. E perché no, il 4.2% che ha optato per Marco Cercaci (Italexit – Popolo della Famiglia) o il 2,2% di Paola Cocola per Lavoro e Libertà. Campi di caccia che appaiono quanto mai chiusi al centrosinistra. Anche se aperti apparentamenti paiono non semplici da percorrere anche per il civismo, col dichiarato distacco dai simboli di partito. Salvo perseguire un dichiarato spostamento a destra che, ad oggi ufficioso ma non ufficiale con la simpatia fra Massimo Bacci e la Lega, rischia però in una realtà come Jesi di far guadagnare da un lato ma anche di far perdere dall’altro. Una coperta corta, tirare da un lato scopre dall’altro, nel cui corto circuito si è saputa inserire la candidatura di Grassetti, che per tutta la campagna elettorale ha “punzecchiato” i civici e Marasca sul suo passato da oppositore di Bacci dalle file del Pd. Una posizione che ha saputo pesare al primo turno e che chissà se avrà voglia di farlo anche al secondo. 

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