La crisi dell'hotel Federico II arriva in Regione. Aguzzi: «Buone prospettive per il personale»

Giovedì 11 Marzo 2021 di Fabrizio Romagnoli
La crisi dell'hotel Federico II arriva in Regione. Aguzzi: «Buone prospettive per il personale»

JESI  - «Buoni sviluppi per il futuro del complesso alberghiero Federico II in liquidazione». Ne parla l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi, dopo un incontro con la proprietà, la liquidatrice della struttura di via Ancona, il rappresentante di Confindustria e le parti sindacali. Da un lato Aguzzi vede «buone prospettive» per il personale. Dall’altro l’assessore riferisce sia di trattative in corso per dare un futuro, magari ancora in campo ricettivo e turistico, al complesso - un quattro stelle con oltre 120 camere e piscine, Spa, ristorante, sale per incontri e congressi - sia di possibilità di una sua riapertura da parte della proprietà in estate. 

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Ma su questo l’amministratore delegato dell’Hotel Federico II Gabriele Pieralisi chiarisce: «L’attività del residence non si è mai fermata. Se albergo e piscine sono chiusi è solo ed esclusivamente per l’emergenza generale legata alla pandemia e alle condizioni di mercato che questa determina. Tanto è vero che una riapertura dell’hotel l’avevamo programmata per marzo, salvo poi finire di nuovo in zona rossa. Il servizio di ricevimento è attivo tutte le mattine per le prenotazioni. Forse bisognerebbe spiegare che la messa in liquidazione della società e il regolare funzionamento dell’attività sono percorsi slegati l’uno dall’altro. Non chiarirlo crea solo un danno commerciale».

Prosegue Pieralisi: «Quello che piuttosto ci chiediamo è perché, nella crisi generale di un intero settore, generata dalla situazione sanitaria, tanta attenzione viene riservata solo all’Hotel Federico II. Bisogno di visibilità? Credo ci sia tutto un comparto della ricettività che affronta enormi problemi, con tantissimi alberghi chiusi in tutte le Marche e in tutta Italia. Forse è di questo che occorrerebbe interessarsi. Trattative? Ne parleremo se e quando sarà il momento». L’ad del Federico II spiega: «Le prenotazioni di marzo le abbiamo perdute con gli ultimi Dpcm. Per una struttura che lavora per la gran parte con clientela dalla Lombardia, si può immaginare quali condizioni presenti ora il mercato. La piscina, che avevamo riaperto, è stata chiusa per decreto a fine ottobre e tale resterà almeno fino al 6 aprile. Il vero problema è il ritardo della cassa integrazione, che però non può certo essere addebitato alla società che, anzi, dal 1984 ha sempre regolarmente versato i relativi contributi. È all’Inps che bisogna rivolgersi. L’assessore ha detto che ne solleciterà una maggior puntualità». 


Aguzzi parla di «buone prospettive per i 46 lavoratori con il blocco licenziamenti e la prevista proroga della cassa integrazione Covid in scadenza, che verrà probabilmente rinnovata fino a giugno. Sono in corso trattative con delle società che hanno manifestato interesse al rilevamento e al subentro». Prosegue Aguzzi: «Si prospetta la possibile riapertura e rilancio da parte dell’attuale proprietà già dall’estate di tutta la struttura. Auspicando un buon esito, riconvocherò le parti entro il 20 aprile per capire come si sono sviluppate queste iniziative». 

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