Furbetti pure per i buoni spesa Covid, l'Asp avverte: «Dati anche alle Finanza, fate ancora in tempo a ritirare la domanda»

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Fabrizio Romagnoli
Furbetti anche per i buoni spesa Covid, l'Asp avverte: «Dati anche alle Finanza, fate ancora in tempo a ritirare la domanda»

JESI - Furbetti dei buoni spesa alimentari, l’Azienda Servizi alla Persona drizza le antenne e mette in guardia quanti – e non sarebbero pochi – hanno bluffato quanto alla propria condizione economica o lavorativa al fine di ottenere, pur non avendone i requisiti, il beneficio. «L’Asp ricorda- è la comunicazione senza giri di parole - che tutte le autodichiarazioni presentate vengono trasmesse alla Guardia di Finanza per i relativi accertamenti e, laddove fossero mendaci, oltre a non dare diritto al buono spesa alimentare, sono perseguibili a norma di legge. La stessa Asp informa che tramite la piattaforma on line è possibile ritirare la domanda». 

 
A buon intenditor, poche parole. Sono circa 800 le domande già pervenute all’Asp Ambito 9, tramite l’apposita piattaforma online, per l’iniziativa che ripropone il sostegno che ha già aiutato diverse centinaia di famiglie nel corso delle precedenti ondate Covid. Il valore dei buoni varia da 150 a 450 euro a seconda della composizione dei nuclei familiari: servono all’acquisto di generi alimentari e possono essere utilizzati negli esercizi commerciali che si sono resi disponibili. Con Jesi, sono stati Castelbellino, Castelplanio, Cingoli, Filottrano, Maiolati, Mergo, Monsano, Monte Roberto e Santa Maria Nuova ad affidare all’Asp la gestione delle domande. Ma «da un primo esame – annota l’Azienda Servizi alla Persona - è emerso che diversi, pur di ottenere il beneficio, stanno fornendo dichiarazioni non veritiere o comunque anomale circa la propria situazione lavorativa che rappresenta il requisito principale per l’accesso ai buoni spesa». Gli unici soggetti titolati a beneficiare dei buoni spesa sono in via prioritaria le famiglie monoreddito dove il lavoratore - titolare di partita Iva o con contratto di prestazione occasionale, stagionale o intermittenza - abbia sospeso o ridotto la propria attività a causa dell’emergenza sanitaria da Covid 19 oppure che, per lo stesso motivo, sia disoccupato o in cassa integrazione e infine i nuclei familiari già in carico ai servizi sociali. Possono presentare richiesta anche i beneficiari di reddito di cittadinanza o altre forme di sostegno pubblico, ma si darà priorità a chi non li riceve. Il buono viene erogato attraverso un voucher elettronico comunicato al beneficiario sulla base delle valutazioni del servizio sociale dell’Asp e fino a esaurimento dei fondi. Per questo nuovo bando le risorse sono minori rispetto al passato, sia per una decurtazione di quanto assegnato dal governo, sia per la scelta dell’Asp di destinare il 40% dei fondi ai buoni pasti alimentari e il restante 60% al sostegno al pagamento di canoni di locazione o utenze, con un bando che sarà pubblicato nel 2022. 
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Solo per Jesi ad esempio le risorse ammontano a circa 65 mila euro contro i 218 mila del precedente stanziamento. «Anche tale scenario – spiega l’Asp- ha portato ad avere fin da subito un supplemento di attenzione nella valutazione delle domande, consentendo di accertare immediatamente diverse anomalie e assicurandosi che possa beneficiare del buono chi effettivamente si trovi in situazione di difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria». 

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