Aggredita in pieno centro da un giovane senza fissa dimora mentre è a spasso con il cagnolino

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Talita Frezzi
Aggredita in pieno centro da un giovane senza fissa dimora mentre è a spasso con il cagnolino

JESI  - Una brutale aggressione si è consumata ieri mattina in pieno centro. Erano circa le 11.30 quando una 50enne jesina (E.C. le sue iniziali), mentre stava passeggiando con il suo cagnolino in viale Papa Giovanni XXIII, nei pressi della Caritas, è stata aggredita da un ragazzo che senza proferire parola e senza conoscere la donna, le ha sferrato violenti pugni al volto e alla testa.

 

La donna ha iniziato a urlare attirando l’attenzione di un’automobilista e di alcuni residenti che hanno allertato il 112. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e un’ambulanza del 118, che ha trasferito la donna al Pronto soccorso dell’ospedale Urbani per le cure. L’aggressore, completamente fuori di sé, dopo aver picchiato la signora è tornato alla solita panchina dove staziona ogni giorno, raggiunto da un’assistente sociale che ha provato a calmarlo. E’ stato poi bloccato e portato in ospedale per essere sedato e sottoposto ai test tossicologici. I sanitari dovranno capire se al momento dell’aggressione era sotto l’effetto di stupefacenti o alcol. In serata è stato ricoverato in Psichiatria. Chi lo conosce ha riferito che il ragazzo (24enne del Gambia, senza fissa dimora) abbia alle spalle problemi psichiatrici e che già sia stato sottoposto 3 volte a Trattamento sanitario obbligatorio per delle reazioni aggressive spropositate. Sotto choc e ferita la signora.

«E’ molto provata – racconta il compagno – le ha scaricato addosso una raffica di pugni con una violenza inaudita. Per fortuna sono intervenuti dei passanti ad aiutarla, ma se invece del cagnolino avesse avuto un bambino? Quel ragazzo è pericoloso. Nel quartiere lo conoscono tutti, ogni giorno va alla Caritas a prendere il pranzo, ma tutti se ne guardano bene dall’avvicinarlo poiché è considerato aggressivo e violento. Possibile che nessuno possa far nulla? La pericolosità sociale di questa persona non va sottovalutata, oppure si attende una tragedia per intervenire?». 

 

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