Investita e straziata a Senigallia, è caccia a un Suv grigio. Il pirata inchiodato da testimoni e spycam

Investita e straziata a Senigallia, è caccia a un Suv grigio. Il pirata inchiodato da testimoni e spycam
Investita e straziata a Senigallia, è caccia a un Suv grigio. Il pirata inchiodato da testimoni e spycam
di Sabrina Marinelli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Novembre 2022, 02:50 - Ultimo aggiornamento: 15:47

SENIGALLIA - È un Suv grigio l’auto del pirata della strada che sabato pomeriggio ha travolto e ucciso, trascinandola per circa sette chilometri, Sigrid Tschope. La polizia stradale ha raccolto le testimonianze di due automobilisti che procedevano in senso contrario. Si sono fermati quando hanno visto che il furgone aveva urtato il cane della donna a Marzocca ma senza ucciderlo. In particolare, uno di loro ha raccontato che il cane si era rialzato e, agitato, aveva fatto cadere la donna. 

 
Gli istanti del dramma


Il tempo di uscire dalla macchina per soccorrere entrambi e l’anziana non c’era più. Nessuno ha visto il momento in cui il Suv ha agganciato l’anziana, trascinandola via, ma non potevano certo immaginare quello che poi è emerso. Pensavano si fosse allontanata. Nessuna delle telecamere comunali presenti funzionava ma, per fortuna, la polizia stradale ha recuperato alcuni filmati dei sistemi di videosorveglianza privati. In uno in particolare si vede transitare il Suv lungo il tragitto con il corpo della vittima agganciato davanti. Con il buio, le luci dei fanali e la pioggia battente bisognava proprio farci caso e per questo motivo probabilmente nessun automobilista in transito si è accorto. La donna inoltre era vestita di scuro. A Marzocca, sul luogo dell’incidente, la polizia stradale ha trovato alcuni pezzi del Suv che sono stati sequestrati e che, insieme ai filmanti, gli hanno permesso di risalire al modello dell’automobile coinvolta. Con questa ricostruzione della dinamica e con le testimonianze degli automobilisti e del conducente del furgone è emerso che anche il cane, quindi, è morto a seguito dell’urto con il Suv, o direttamente, oppure potrebbe essere stato sbalzato sull’asfalto. La donna quando è stata travolta lo teneva infatti al guinzaglio. Il corpo dell’anziana è stato trasferito all’obitorio di Torrette a disposizione dell’autorità giudiziaria che non ha, al momento, disposto accertamenti. Potrebbe chiedere l’autopsia per accertare se la donna sia morta subito, a seguito dell’impatto, oppure per i traumi riportati a causa del lungo trascinamento. Desta qualche interrogativo anche il luogo del ritrovamento. Il veicolo non l’ha perso per strada ma si trovava su una banchina laterale. Non è escluso, anche se ritenuto poco credibile, che il conducente del Suv abbia accostato per liberarsene. In tal caso la sua posizione sarebbe molto più grave. 


L’ipotesi choc


A poca distanza c’era il semaforo della Penna, il più trafficato della città e molto illuminato. Lì era probabile che qualcuno avrebbe potuto notare il corpo della donna agganciato al veicolo. Uno scenario ipotizzato ma, umanamente parlando, ritenuto incredibile. Non ci sono testimoni e come sia finito fuori dalla strada nessuno lo sa anche se potrebbe essere semplicemente caduto. Il conducente del veicolo è improbabile non si sia accorto anche perché, una volta arrivato a destinazione, avrà notato gli ingenti danni riportati dalla macchina. Una vicenda assurda costata la vita ad un’anziana, molto stimata a Marzocca, dove viveva lungo la Statale poco distante dal luogo in cui è stata investita insieme al suo inseparabile cane.

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