Mamma nell’auto proiettile falcia e uccide Alberto e Stefania, 42 e 39 anni, che pedalavano in bici verso casa. La ricostruzione della carambola mortale

Mamma nell auto proiettile falcia e uccide Alberto e Stefania, 42 e 39 anni, che pedalavano in bici verso casa. La ricostruzione della carambola mortale
Mamma nell’auto proiettile falcia e uccide Alberto e Stefania, 42 e 39 anni, che pedalavano in bici verso casa. La ricostruzione della carambola mortale
di Stefano Rispoli
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Sabato 18 Giugno 2022, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 13:55

MONTEMARCIANO - Non hanno avuto nemmeno il tempo di proteggersi, di rendersi conto del pericolo, di schivare quell’auto fuori controllo che, come un proiettile impazzito, li ha sorpresi alle spalle e li ha scagliati a venti metri di distanza, mentre pedalavano verso casa in sella alle loro bici dopo un pomeriggio trascorso in spiaggia. Un impatto tremendo, violentissimo, che non ha dato scampo ad Alberto Catani, 42 anni, agente di commercio, una vita sui campi da calcio - all’inizio della carriera ha militato anche tra i professionisti con Vis Pesaro e Fano - e alla fidanzata Stefania Viterbo, di 3 anni più giovane, barese trapiantata nelle Marche per amore. Convivevano a Montemarciano, coltivavano il sogno di un futuro insieme, spezzato dal tragico incidente di giovedì sera sul lungomare.

 
La ricostruzione 
Erano le 23,30 quando una Fiat Panda, guidata da una cameriera 38enne con la figlioletta di 7 anni al suo fianco, mentre viaggiava in direzione Ancona ha falciato le bici dei due fidanzati che pedalavano sul ciglio della strada, stretta e scarsamente illuminata, tra gli stabilimenti Nialtri e Chalet a Marina di Montemarciano. L’auto li ha sorpresi alle spalle: non hanno fatto neppure in tempo ad accorgersi del suo arrivo. Stefania è morta sul colpo. Alberto pochi istanti dopo, sotto gli occhi di due infermieri che si trovavano lì davanti, a sorseggiare un cocktail con gli amici, ma non hanno potuto far nulla per salvarli, come neppure i mezzi del 118, intervenuti tempestivamente insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri di Montemarciano e del Radiomobile di Senigallia. Madre e figlia sono uscite da sole, pressoché illese, dalla Panda gialla che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, prima ha colpito le due bici, proiettandole a 20 metri di distanza, poi, sterzando sulla destra, ha urtato la parte anteriore di un camper in sosta, infine ha travolto la colonnina di un parchimetro, finendo per ribaltarsi. La 38enne e la bambina sono state comunque portate al Pronto soccorso per accertamenti: la piccola ha delle fratture non preoccupanti, la madre solo qualche graffio. In attesa dell’esito degli accertamenti alcolemici e tossicologici, come sempre avviene in caso di incidenti mortali, a carico della donna il pm Andrea Laurino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio stradale. 


I rilievi 
Sull’asfalto non sarebbero stati trovati segni di frenata: circostanza che confermerebbe come la conducente della Panda non si sarebbe accorta, nel buio della notte, della presenza dei due fidanzati in bici. Gli investigatori stanno visionando le immagini riprese dalle telecamere dei due chalet sulla spiaggia tra i quali è avvenuto lo schianto mortale e sono impegnati ad ascoltare le persone che, allarmate dal frastuono, sono accorse e hanno visto morire due persone sotto i loro occhi, in quell’inferno di lamiere, vetro e sangue. 

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