In lacrime per “Kalle” Sabbatini
talento del calcio e asso del poker

In lacrime per la morte
di “Kalle” Sabbatini talento
del calcio e asso del poker
ANCONA - Lo chiamavano Kalle, all’anconetana, perché da piccolo era così biondo da assomigliare a Karl-Heinz Rummenigge. Il nomignolo gli calzava a pennello: era interista, il calcio era il suo hobby e con la sua stazza in area non passava nessuno, sui polverosi campi della provincia. Crescendo, ha conosciuto un altro amore, quello per le carte: è stato uno dei primi campioni italiani di Texas hold’em, ha collezionato vittorie anche all’estero. Una passione così sfrenata da diventare un lavoro: gestiva sale giochi e insegnava i segreti del poker ai giovani. Primo comandamento: impenetrabilità e autocontrollo. Dai suoi occhi non carpivi la minima crepa. Con pazienza e dignità ha affrontato la malattia, arrendendosi solo all’ennesima ricaduta, un’infezione associata al diabete e a problemi cardiaci. È morto ieri mattina all’ospedale regionale Fabrizio Sabbatini, per tutti “Kalle”. 

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Mercoledì 7 Novembre 2018, 03:50 - Ultimo aggiornamento: 19:17