I genitori di Emma contro il sindaco
«Nessun rispetto per il nostro dolore»

I genitori di Emma contro
il sindaco: «Nessun rispetto
per il nostro dolore»
CORINALDO - I genitori di Emma Fabini scrivono al sindaco di Corinaldo, puntando il dito contro il primo cittadino, come già aveva fatto nei giorni scorsi la mamma di Daniele Pongetti. Due delle vittime della Lanterna Azzurra. «Se lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta signor sindaco, ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da lei ricoperto». Ad affermarlo sono Fazio Fabini e Angela Tempesta, i genitori di Emma, la 14enne morta nella strage della Lanterna Azzurra. 

 

Hanno scritto una lettera aperta. «Circa sei mesi fa, come premio per i meritevoli risultati scolastici, abbiamo concesso a nostra figlia il permesso di passare una serata alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, paese di cui lei è sindaco. Da quella serata nostra figlia non è più tornata. Da allora sei famiglie vivono nella disperazione, con il ricordo dei loro figli che meritavano di vivere la propria vita e di non vederla stroncare da questa assurda tragedia». I genitori di Emma proseguono, replicando alle dichiarazioni rilasciate da Matteo Principi nelle recenti interviste. «Si dichiara sereno, beato lei, e tranquillo. A noi – aggiungono - francamente questa posizione sembra irrispettosa delle vittime e del dolore delle loro famiglie. Aspetti almeno che sia la magistratura a svolgere il proprio lavoro. Lei invece già si auto-assolve, affermando di essere un politico che semplicemente ha messo per ultimo la propria firma su un documento, autorizzando l’agibilità di una struttura all’interno della quale, almeno secondo i periti del Tribunale, c’erano tante, troppe irregolarità. Sarebbe stato sufficiente esternare la sua vicinanza alle vittime e alle loro famiglie e chiudersi in un silenzio rispettoso. Riteniamo che avrebbe dovuto pensare a quelle giovani vittime. La salutiamo augurandole di poter convivere con la sua coscienza che nessun Tribunale potrà assolvere». 
Il sindaco, che non ha ricevuto la lettera, appresa solo dalla stampa ribadisce: «Io la responsabilità morale la sento tutta, quando dico che sono tranquillo intendo che ho la coscienza pulita rispetto alle mie azioni. Il dolore è grande e non mi do pace per quello che è successo». 
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Venerdì 14 Giugno 2019, 04:25 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2019 04:25

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