Gastro senza letti per la degenza
e ancora niente Utic a Cardiologia

Martedì 15 Ottobre 2019
SENIGALLIA - Nella Gastroenterologia, chiusa per il periodo estivo, non sono ancora stati riattivati i posti letto per la degenza. A sollevare preoccupazione sul futuro del reparto, che nel 2020 perderà anche lo stimato primario, raggiunta l’età pensionabile, preoccupa il comitato cittadino per la difesa dell’ospedale. Forti timori li nutre anche per la Cardiologia. «La Cardiologia ufficialmente senza Utic e la Gastroenterologia senza letti di degenza sono una priorità – scrivono – insieme a quella di assumere medici, infermieri e operatori socio sanitari. Tutti hanno detto che non vi sono medici cardiologi disponibili. La verità è che stato espletato un concorso regionale in cui sono in graduatoria 62 cardiologi pronti per essere assunti, ma non nella Cardiologia di Senigallia perché il progetto regionale ne prevede la chiusura». 

 

Dal comitato hanno effettuato una verifica riscontrando che di tanti cardiologi nessuno è stato destinato all’ospedale cittadino. La Gastroenterologia funziona bene per le visite ma la degenza? «E’ un reparto d’eccellenza praticamente chiuso – proseguono -. Qui abbiamo la presenza di medici ma carenza di infermieri e Oss. I 3 posti letto che c’erano prima dell’estate, nel 2017 erano addirittura 12, non sono stati riassegnati e in prossimità della pensione del primario nel 2020 l’unità operativa chiuderà definitivamente regalando un altro reparto a Jesi e Fabriano». Queste le preoccupazioni maggiori oltre ad una generalizzata carenza di personale in tutto il nosocomio. Tra questi anche otto reparti senza primari, alcuni da tempo. Due sono andati in pensione: il dottore Angelo Cavicchi primario di Chirurgia e il dottor Nelvio Cester primario di Ostetricia e Ginecologia. Solo per quest’ultimo posto vacante al momento è stato pubblicato il bando. 

A dicembre l’ospedale perderà un altro grande medico, il dottor Diego Cingolani che dirige il reparto di Rianimazione ed Anestesia. Per il comitato i concorsi dovrebbero essere programmati prima di attendere che i primari vadano in pensione. © RIPRODUZIONE RISERVATA