Filottrano saluta Filippi, la sua memoria storica: si è spento a 85 anni

Venerdì 27 Marzo 2020
Mario Filippi se n’è andato all’età di 85 anni

FILOTTRANO  - Se n’è andato in punta di piedi, in silenzio, come era lui sempre elegante e distinto. Mario Filippi aveva 85 anni, una vita da barbiere anche al Circolo Ufficiali della Marina di Ancona dove ha lavorato, come civile, dal 1974 al 1998. Personaggio conosciutissimo a Filottrano, dopo la pensione ha dato spazio alla sua passione per l’arte, coltivata fin da piccolino, quando colorava i vasi. Si è dedicato con curiosità e attenzione alla ricerca storiografica e artistica del patrimonio museale, architettonico e artistico di Filottrano. Curioso e appassionato, riversava le sue ricerche in volumi curatissimi che ora sono preziose testimonianze che raccontano aspetti culturali della città forse meno conosciuti. Ha rispolverato la figura del Cusanino e scoperto le opere del pittore filottranese Pietro Domenico da Montepulciano, scritto la storia di Filottrano a fumetti. Aveva problemi cardiaci Mario, anche se non temeva la malattia e affrontava sempre tutto con grande determinazione. Domenica notte il malore, il trasferimento d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Urbani di Jesi dove è stato sottoposto a tac e tampone (risultato negativo).

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«Ci siamo sentiti lunedì verso pranzo – racconta il figlio Andrea – era grintoso, diceva di stare meglio. Invece dopo due ore mi hanno avvisato che si era spento nel sonno». Lascia nel dolore la moglie Carla, i figli Andrea e Alessia, i parenti e tanti concittadini che lo piangono e non potranno salutarlo, oggi pomeriggio, al cimitero durante la sepoltura. Tra questi l’avvocato Ivana Ballante. «Persona dall’animo gentile e di un’eleganza di altri tempi, infaticabile nello scrivere testi, nel ricercare foto, documenti, curiosità, ha raccontato pagine di storia, arte e cultura della nostra città. E ci ha fatto amare di più e riscoprire Filottrano. Mi auguro che passato questo periodo la nostra comunità si impegni a ricordare la passione e le opere del nostro “ambasciatore ideale”, titolo che idealmente (e meritatamente) la città gli ha conferito durante la mia amministrazione. Ciao Mario, ciao caro amico». 

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