Falsi Green pass, gli avvocati di Luchetti e Galeazzi: «Nessun rischio di altri reati, non servivano gli arresti-bis». Da oggi gli interrogatori

L infermiere Emanuele Luchetti in occasione del primo interrogatorio
L’infermiere Emanuele Luchetti in occasione del primo interrogatorio
di Federica Serfilippi
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Mercoledì 23 Febbraio 2022, 03:45

ANCONA - Altra ordinanza cautelare, altro giro di interrogatori di garanzia. Il primo a doverlo affrontare è l’infermiere Emanuele Luchetti, accusato di aver simulato le vaccinazioni al centro Paolinelli della Baraccola dietro un compenso medio di 300 euro. Questa mattina, in video collegamento col tribunale dal carcere di Montacuto dove è relegato dallo scorso 10 gennaio, è prevista l’udienza con il gip Carlo Masini. Nell’interrogatorio successivo alla prima ordinanza, l’infermiere non si era sottratto alle domande del giudice.

 

Ciò fa pensare che anche oggi non si avvalga della facoltà di non rispondere. «Il mio assistito – fa notare l’avvocato difensore Marta Balestra – ha tenuto un atteggiamento collaborativo, parlando prima con il gip e poi con il pm Ruggiero Dicuonzo. Non si è mai sottratto alle domande». 


Il sistema
Del resto, lo stesso pubblico ministero – nella nuova ordinanza – ha parlato di un quadro probatorio che si «è arricchito di ulteriori e significativi elementi a seguito degli interrogatori resi da Luchetti. Costui, oltre ad ammettere tutti gli addebiti, ha illustrato con dovizia di particolari l’origine e le modalità di funzionamento del sistema illecito da lui stesso materialmente attuato, chiarendo il ruolo assunto da ciascuna delle persone alle quali questo pm ha attribuito il fondamentale ruolo di intermediari». 


I procacciatori
Tra i procacciatori, tutti attualmente ai domiciliari, la procura indica l’avvocato Gabriele Galeazzi che, in prima battuta, si era avvalso della facoltà di non rispondere al gip. Affronterà il nuovo interrogatorio venerdì. «Le esigenze cautelari nella seconda ordinanza – ha affermato il difensore Riccardo Leonardi – sono le stesse citate nella prima. Ma come è possibile che nel frattempo non sia cambiato nulla? È come pensare che lo stato di arresto non avesse sortito alcun effetto. L’avvocato Galeazzi, incensurato, ha sempre tenuto in questo ultimo mese un comportamento corretto nei confronti dei provvedimenti della magistratura. Parlare di rischio di reiterazione mi sembra un approccio totalmente irrealistico».

Un parallelismo con l’inchiesta per corruzione dell’ex dipendente comunale Simone Bonci che, in fase di indagine, aveva tenuto un atteggiamento collaborativo simile a quello di Luchetti. «Stiamo parlando dello stesso reato e, alla luce delle dichiarazioni rese da Bonci, non erano scattate ulteriori misure cautelari» per gli imprenditori già gravati da provvedimenti restrittivi. «Sembra esserci una disparità di trattamento» ha concluso il legale. 


Venerdì davanti al gip andranno anche altri presunti intermediari di Luchetti, tutti ai domiciliari: l’imprenditore edile Stefano Gallo e il fabrianese Edmondo Scarafoni. Quest’ultimo, in un primo momento, era stato indagato solamente a piede libero. Scarafoni, difeso dall’avvocato Vincenzo Carella ed ex dipendente delle Cartiere, avrebbe avuto il primo contatto telefonico con Luchetti già ad agosto 2021.

Per la procura avrebbe portato al Paolinelli almeno tre persone. Questa mattina, invece, l’interrogatorio è fissato per l’imprenditrice balneare Maria Francesca Lattanzi che, con Luchetti e il ristoratore Daniele Mecozzi (anche lui indicato come un intermediario) avrebbe fatto parte per il pm di «un collaudato gruppo affaristico».

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