Sei mesi fa il trapianto di midollo: stroncato dalla leucemia a 56 anni

Giovedì 21 Maggio 2020 di Gianluca Fenucci
 Il sorriso di Maurizio Baiocco, 56 anni di Falconara, si è spento martedì sera alle 22 nel reparto di ematologia di Torrette

FALCONARA  - Sorrideva sempre Maurizio Baiocco ed era un suo tratto distintivo. Sorrideva sempre ed amava la vita nonostante a luglio di un anno fa gli avessero diagnosticato una bruttissima forma di leucemia a causa della quale lo avevano sottoposto a un trapianto di midollo. Il sorriso di Maurizio Baiocco, 56 anni di Falconara, si è spento martedì sera alle 22 nel reparto di ematologia di Torrette, dove hanno fatto di tutto per salvagli la vita.

Quelli che lo conoscevano, i suoi splendidi familiari, lo ricorderanno sempre così: un uomo buono, generoso, sportivo, entusiasta e sorridente. Maurizio Baiocco era molto conosciuto non solo a Falconara e ad Ancona. Lavorava al supermercato Conad di Torrette da un paio d’anni, dopo essere stato anche in quelli di Chiaravalle e Ancona. Era il fratello di Emanuela, proprietaria dell’edicola e tabaccheria di piazza Garibaldi, un negozio assai frequentato dai falconaresi. Originari di Ancona, dal 1974 la famiglia si era trasferita a Falconara dove Maurizio abitava con la moglie Cristiana e la figlia di 13 anni Benedetta.

 
L’altro figlio, il 33enne Federico, è in Nuova Zelanda, dove lavora, e proprio per questo motivo, a causa delle normative sull’emergenza Covid 19, non può raggiungere l’Italia e Falconara, nemmeno per il funerale del padre. Un dramma nel dramma. Federico però è colui che il 6 novembre 2019 ha donato il midollo per il trapianto del padre, avvenuto nel reparto di ematologia dell’ospedale di Torrette: un gesto stupendo che allora aveva salvato la vita al genitore, a cui la leucemia era stata diagnosticata alcuni mesi prima, il 24 luglio 2019.
Maurizio Baiocco e la famiglia erano piombati in un incubo ma lui non aveva mollato di un centimetro. «Era un lottatore splendido – ricorda la sorella Emanuela – uno sportivo nato, un ciclista appassionato e il suo fisico atletico aveva reagito bene alla malattia tanto che l’intervento era andato bene e anche i fatidici 100 giorno dopo l’operazione in cui c’è rischio di rigetto erano trascorsi serenamente». Ma il male, infido e maledetto, causa comunque conseguenze e nasconde effetti collaterali. Maurizio era stato colpito da un batterio che lo aveva minato prima all’intestino e poi al polmone e faceva fatica a respirare. E dire che i 4 tamponi per scoprire se era stato colpito dal Covid 19 avevano tutti dato esito negativo. Eppure il male ha vinto: lunedì scorso si è sentito di nuovo male, è stato trasferito a Torrette dove a nulla sono valsi gli sforzi dei medici. In poco più di 24 ore Maurizio Baiocco ha chiuso gli occhi e il suo sorriso si è spento per sempre.

«Era una persona straordinaria, di grande umanità - dice ancora la sorella Emanuela - appassionato del mare e pieno di interessi: amava la musica e la vita, frequentava tanti amici, quelli del gruppo di piazza Europa, con cui amava andare alla Baia degli Angeli per gli anniversari a ritmo di musica anni ‘70; spesso si ritrovavano al parco del Cormorano e le cene tra amici erano proverbiali. Ha vissuto la malattia con grande dignità, combattendo come un leone».

In 24 ore però si è ripiombati nel buio ed è finito tutto. Anche i medici vogliono vederci chiaro ed hanno disposto un’autopsia. «Medici ed operatori del reparto di ematologia sono stati eccezionali e li ringraziamo per la loro professionalità e la loro umanità. Quando sarà il momento vorremmo che le persone che lo hanno amato e conosciuto devolvano all’Ail».

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