Palpeggiata e presa a testate al bar
«Ho chiuso gli occhi, mi ha colpita»

Palpeggiata e presa
a testate al bar: «Ho chiuso
gli occhi, mi ha colpita»
FALCONARA - L’ha palpeggiata ripetutamente, poi all’ennesimo rifiuto l’ha colpita con una forte testata in pieno volto, rompendole il setto nasale. Ha cercato anche di impedirle che se ne andasse, piazzandosi davanti alla sua auto. Ma lei, sanguinante eppure abbastanza lucida per capire cosa fare, ha inserito la retromarcia ed è riuscita a scappare. Ha raggiunto la tenenza dei carabinieri di Falconara, dove in un pianto disperato ha raccontato la terribile esperienza vissuta, mentre i militari hanno contattato il 118 per far sì che la donna venisse medicata a Torrette. E’ stata dimessa dal Pronto Soccorso con una prognosi di 30 giorni per le frattura delle ossa nasali una donna di 43 anni, aggredita brutalmente da un uomo all’interno di un bar di Palombina, lungo la Flaminia, nella notte tra sabato e domenica.

"Lo conosco di vista, è uno che da tanto tempo vive a Falconara, anche se non gli ho mai dato confidenza" dice la vittima. Si tratterebbe di un tunisino di circa cinquant’anni, in regola con il permesso di soggiorno, che avrebbe importunato diverse ragazze all’interno del locale. Quando ormai la serata era conclusa e nel bar erano rimasti solo lui, la 43enne e il titolare, si sarebbe avvicinato di nuovo e avrebbe palpeggiato la donna, accarezzandole il fondoschiena. All’ennesimo no, ha reagito nel modo peggiore. "Ho visto che mi veniva incontro, ho chiuso gli occhi. Pensavo stesse per colpirmi con un pugno, invece ha sferrato una testata" dice la donna, ancora sotto choc. In faccia porta i segni di quella inspiegabile aggressione.

 

"Ho il setto nasale fratturato, forse dovrò operarmi. E pensare che ero uscita di casa solo per raggiungere mia sorella e mio fratello che si trovavano al bar con altri amici. Sono rimasta fino a tardi perché il titolare del bar, che conosco bene, non aveva la macchina e mi aveva chiesto uno strappo fino a casa. Erano più o meno le 4. Per tutta la serata quel tipo non ha fatto altro che fare avance a me e ad altre ragazze. Si avvicinava, ci dava dei pizzicotti sul sedere. Lo scherzo ci sta, ma fino a un certo punto. Più di una volta gli ho detto di smettersela. Ma non c’è stato verso, ha continuato a darmi fastidio fino a notte fonda".

Nel momento in cui il locale si è svuotato, la tensione è schizzata a mille. "All’ennesimo rifiuto, mi ha detto: “Tu non puoi trattarmi così davanti alle persone”. E mi ha colpito con una testata - racconta incredula la 43enne, libero professionista, ex ballerina e operatore sanitario -. Ho cominciato a sanguinare, ma ho mantenuto il controllo. Non ho urlato, ho osservato il titolare del bar e ci siamo subito capiti: era meglio non reagire. Mi sono rifugiata in auto, lui mi ha seguito, ha cercato di impedirmi di andarmene. Ma ho fatto retromarcia e sono scappata. Avevo i cellulari scarichi, così mi sono rivolta direttamente alla tenenza di Falconara: ringrazio i carabinieri, sono venuti a prendermi in strada, sono stati gentilissimi". Ieri i militari hanno acquisito le immagini del bar in cui si è consumata l’aggressione: le indagini sono in corso. Per la vittima, potrebbe esserci un collegamento con il tunisino arrestato alcuni giorni fa per stalking a Falconara e ora in carcere. "Si conoscono e sono connazionali, forse si è voluto vendicare con me perché ho presentato mio fratello all’ex fidanzata dello stalker" aggiunge Paola, che cerca di trovare una giustificazione a un’aggressione che, forse, non ha spiegazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 20 Febbraio 2018, 05:15 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2018 05:15

DIVENTA FAN DEL CORRIERE ADRIATICO