Falsi incidenti, nessun colpevole: assoluzioni e prescrizioni per 45

Sabato 25 Gennaio 2020
Falsi incidenti, nessun colpevole: assoluzioni e prescrizioni per 45

FALCONARA  - Quarantacinque imputati, quattro anni di indagini, quasi due di processo e una sentenza senza colpevoli. È terminata con un nulla di fatto la maxi inchiesta iniziata per fare luce su una serie di presunte frodi assicurative nate, secondo l’accusa, da finti incidenti stradali o sinistri pianificati ad hoc tra il 2008 e il 2013, prevalentemente nei comuni di Ancona e Falconara.

L’iter dibattimentale è terminato giovedì pomeriggio davanti al giudice Elisa Matricardi: su un totale di 45 imputati, 15 sono stati assolti e gli altri prosciolti a causa dell’avvenuta prescrizione dei reati: falso e frode assicurativa. I tempi biblici che hanno accompagnato l’inchiesta e i continui rinvii delle udienze, passate in mano ad almeno tre giudici, hanno praticamente spolpato l’essenza del processo.

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Nella fase preliminare, l’inchiesta contava 131 indagati. Tra questi c’erano medici, periti assicurativi, broker e persino un avvocato. Dietro di loro, per la procura, si nascondeva un gruppo (composto principalmente da famiglie rom) che organizzava finti incidenti stradali o pianificati ad hoc con il coinvolgimento di persone inconsapevoli. Dopo i sinistri, stando alle accuse, venivano redatti e gonfiati i certificati medici per incassare i premi assicurativi.
Tutta l’indagine, coordinata dai carabinieri, è partita nel 2013 dopo la denuncia di alcune compagnie assicurative (almeno venti quelle danneggiate). Per chiudere l’inchiesta bisogna arrivare al 2017. Con l’avviso di conclusione delle indagini, le persone che rischiano il processo diminuiscono, passando da 131 a 48. A fine 2017 c’è stata la prima udienza preliminare davanti al gup Paola Moscaroli. Il pm Ruggiero Dicuonzo (che ha ereditato il fascicolo da un altro collega della procura) chiede il rinvio a giudizio per tutti i 48 indagati.

Tre, due medici e l’avvocato coinvolto, chiedono di procedere con il rito abbreviato e vengono assolti. A dibattimento, dunque, finiscono 45 imputati. La prima udienza si è tenuta nel novembre 2018, dunque un decennio dopo i primi fatti contestati. Seguono rinvii su rinvii per assegnare il fascicolo a un diverso giudice rispetto a quello previsto inizialmente. Passano mesi e finalmente il processo vero e proprio inizia nell’aprile dello scorso anno. Ci sono volute sette udienze per arrivare alla sentenza emessa giovedì dopo anni di problemi burocratici e perdite di tempo. Ma il capitolo delle presunte frodi assicurative non è concluso: a dibattimento è finito un altro filone investigativo.

Una cinquantina gli imputati, molti dei quali appartenenti al processo appena terminato. In questa inchiesta, si fa riferimento a fatti che vanno dal 2011 al 2014, avvenuti tra Ancona, Chiaravalle, Falconara, Pesaro e Fossombrone. Numerosi i reati contestati a vario titolo: si va dall’associazione a delinquere finalizzata alle frodi assicurative, al falso indotto fino all’estorsione. A coordinare i presunti falsi incidenti sarebbe stato un capofamiglia rom. Quattordici le assicurazioni che sono parte civile. 

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