Dopo l’autovelox adesso tocca al tutor: «Forti dubbi sulla sua legittimità»

Sabato 21 Novembre 2020 di Stefano Rispoli
Dopo l’autovelox, tocca al tutor: «Forti dubbi sulla sua legittimità»

FALCONARA  - Dopo il velocar, tocca al tutor. Anche il nuovo dispositivo di rilevazione della velocità media, posizionato sulla variante alla Ss16, finisce nel mirino dei legali. Potrebbe essere illegittimo: il sospetto nasce da una serie di considerazioni su tasso di incidentalità e volume di traffico nel tratto in questione, alla luce delle circolari ministeriali. 

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Un passo indietro. Ieri il giudice di pace di Ancona ha accolto altri tre ricorsi presentati dall’avvocato Italo D’Angelo per conto di automobilisti che si erano visti comminare multe salate dopo essere stati fulminati dal velox della discordia, poi rimosso e sostituito dal tutor. Un centinaio i ricorsi presentati e vinti dall’ex questore, in rappresentanza anche di Acu Marche. Secondo il Servizio contenzioso del Comune di Falconara, interpellato da Cittadini in Comune, Falconara Bene Comune e Siamo Falconara, sono 483 i ricorsi notificati fino al luglio scorso, 163.306 euro i costi sostenuti per gli onorari degli avvocati e 109.842 euro la somma impegnata per debiti fuori bilancio. 

Ma secondo il calcolo delle spese complessive, incluse quelle per l’adeguamento dell’autovelox a tutor, «sono stati spesi 895.786 euro - sostiene il capogruppo consiliare Loris Calcina -. Una illegittimità che viene ripetuta e ammessa centinaia di volte smette di essere un errore e diventa palese incapacità nella valutazione e nell’organizzazione. Con delibera del 1° ottobre 2020 la Giunta Signorini ha formulato un atto di indirizzo che stabilisce di non ricorrere in appello contro le sentenze del giudice di pace. Che Amministrazione comunale è quella che ha continuato a chiedere denaro agli utenti della strada nonostante l’irregolarità dell’autovelox?». Ma ora potrebbe aprirsi un secondo capitolo, relativo al tutor entrato in funzione ad agosto dopo il parere positivo di Polstrada e Anas, nel tratto compreso tra il km 289+200 e il km 290+390. 

Secondo l’avvocato Italo D’Angelo anche quest’ultimo dispositivo potrebbe presentare estremi di illegittimità, ancora tutti da verificare. «Le cause vinte contro il precedente velocar erano fondate sul mancato rispetto della distanza minima di un chilometro tra l’ultimo segnale di rallentamento e il dispositivo elettronico - spiega il legale -. Sulla scorta di un parere della Prefettura, il Comune ha sostituito il velocar con un tutor che calcola la velocità media. Ora, potrebbero sorgere motivi di illegittimità anche per questo secondo rilevatore in relazione a quanto disposto dalla circolare ministeriale Maroni, poi modificata da Minniti, secondo cui questi dispositivi possono essere installati in funzione delle caratteristiche della strada, del volume di traffico e del tasso di sinistrosità degli ultimi 5 anni: nel tratto in questione, gli incidenti sono stati 17, all’apparenza pochi rispetto alle dimensioni del traffico, ma lo stiamo verificando. Faremo anche un accesso agli atti perché le multe cominciano ad essere numerose e gli automobilisti si stanno rivolgendo ad avvocati e associazioni di categoria».

Il Comune aveva giustificato la scelta del tutor spiegando che il tratto della Statale «benché non sia stato interessato da un indice elevato di incidentalità, precede di poche centinaia di metri l’innesto della Ss76 e la Caffetteria che, agli atti di questo ufficio, continua a essere teatro di sinistri stradali». D’Angelo non si dichiara affatto contrario agli autovelox ma, spiega, «non possono bastare a ridurre gli incidenti: è fondamentale intervenire con più pattuglie su strada e con altre misure preventive, come rilevatori di velocità a distanza che avvertono l’automobilista della pericolosità della strada e un’educazione alla guida più attenta sui giovani».