«Ciao babbo, ciao mamma: altro che banale influenza». Professore perde i genitori in 5 giorni per il Covid

Venerdì 5 Marzo 2021 di Lorenzo Sconocchini
Carlo Fiori ed Elvia Rosi, sorridenti un mese fa

FALCONARA - La foto risale a un mese fa e ritrae due pensionati sorridenti, che s’aspettano ancora gioie dalla vita, sperando di rendersi utili. Carlo Fiori festeggiava 95 anni e la moglie Elvia Rosi aveva fritto delle zeppole. Adesso Carlo ed Elvia, lui pensionato macchinista delle Ferrovie, lei casalinga, non ci sono più, stroncati dal Covid a 5 giorni l’uno dall’altra.

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A svelare questa tragedia, che colpisce una famiglia molto conosciuta e stimata non solo a Falconara, è il figlio Fabrizio, docente di Fisica Applicata alla Facoltà di Medicina della Politecnica delle Marche. Un ricercatore che l’epidemia di Coronavirus l’ha studiata, monitorando le curve dei contagi e azzeccando con l’analisi delle derivate la settimana esatta dello scorso maggio in cui i casi positivi nelle Marche si sarebbero azzerati. E in quest’ultima ondata il virus l’ha conosciuto di persona, come racconta sul suo profilo Facebook per far capire quanto sia crudele, in tempi come questi, banalizzare la morte di persone anziane.

«Mi sono ammalato di Covid, l’ho preso dai miei genitori, contagiati da una persona che, senza saperlo, glielo ha portato in casa». Il professor Fiori racconta di essere stato isolato a casa per 9 giorni dal resto della famiglia («per fortuna tutti negativi») e poi una settimana in ospedale. Ora è guarito, convalescente a casa. «Sono stato fortunato. I miei genitori no, sono morti. Prima mio padre, all’indomani del mio ricovero, e dopo 5 giorni mia madre».

Essere a sua volta infetto gli ha concesso «un paio di piccoli privilegi rispetto agli altri parenti: poter vedere un’ultima volta mio padre e fare un’ultima carezza sul suo volto, anche se ormai senza vita, e stare due giorni nel letto accanto a quello di mia madre, provare a consolarla e a sorreggerla». «Sì lo so, i miei genitori erano molto anziani. Detto più brutalmente, erano vecchi», va dritto al punto il professor Fiori, nel post corredato dalla foto sorridente dei genitori nell’ultimo compleanno festeggiato. Magari anche i negazionisti che insultano in strada chi porta la mascherina («uno di questi mi ha mandato a morire ammazzato») potranno provare a riflettere. «Guardate questa foto: è di poco più di un mese fa. Non so se a qualcuno dei tanti che minimizzano sparando sentenze su chi è ora che muoia e chi no (“erano vecchi”, “erano malati”), vedendoli così sorridenti e in buona salute, venga il dubbio che forse non sarebbe arrivata la loro ora, non fosse stato per il Covid, anche se avevano 95 e 92 anni. Secondo alcuni sono morti per una malattia che è poco più di un’influenza. Gli vorrei far vedere il muro bianco che c’era al posto dei polmoni nell’ultima radiografia del torace di mia madre».

Il professor Fiori, anche a nome del fratello Stefano, pediatra di base a Falconara, e dia ltri familiari ringrazia il personale del reparto Covid 1B della Medicina d’Urgenza di Torrette. «L’esito infausto non cancella la competenza scientifica e tecnica che tutti hanno profuso nelle cure, ma soprattutto il calore umano e l’affetto con cui hanno circondato mio padre e mia madre fino all’ultimo». Carlo ed Elvia se ne sono andati insieme, cinque giorni sono nulla per chi ha viaggiato tanto in coppia. «Non so se i miei sono da qualche parte ora, ma nel caso, sono mano nella mano - conclude il professor Fiori -. Come avrebbero voluto che succedesse: andarsene insieme dopo 68 anni di vita in comune, fatti di tanti sacrifici e difficoltà, sempre superate con gioia».

 

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