Dorme su una panchina e vive di stenti, una gara di solidarietà per Alessandro. Offerti pasti caldi e un lavoro

Dorme su una panchina e vive di stenti, una gara di solidarietà per Alessandro. Offerti pasti caldi e un lavoro
Dorme su una panchina e vive di stenti, una gara di solidarietà per Alessandro. Offerti pasti caldi e un lavoro
di Gianluca Fenucci
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Mercoledì 10 Agosto 2022, 02:25 - Ultimo aggiornamento: 16:44

FALCONARA - E’ scattata una vera e proria gara di solidarietà per Alessandro, il 63enne che vive una condizione di disagio e che dice di dormire da tempo sulle panchine di piazza Mazzini e della stazione ferroviaria di Falconara. Un uomo prostrato e fragile che ha lanciato tramite il nostro giornale il suo grido di dolore.  «Non chiedo la luna – aveva detto nei giorni scorsi Alessandro – solo un lavoro, anche part time, e una piccola casetta di due stanze dove poter vivere dignitosamente e dormire senza andare incontro ai pericoli». E il suo appello, il suo grido di dolore non è rimasto inascoltato. Sono stati tanti coloro che hanno telefonato e scritto al giornale o si sono rivolti alle istituzioni offrendo pasti o anche occupazioni ad Alessandro. La signora Isabella, ad esempio, una donna di Roma che trascorre con la famiglia e gli anziani genitori le vacanze a Castelbellino, dove ha una casa di proprietà e che si è subito proposta per un aiuto al clochard.

Il racconto

«Vivo a Roma ma mio padre è originario di Castelbellino – dice la signora – abbiamo un’attività nella capitale e mi ha particolarmente colpito leggere la storia di Alessandro. Non possiamo offrirgli la luna ma possiamo garantirgli un pasto caldo ogni giorno perché fortunatamente siamo nelle condizioni di ospitarlo. Tutti possiamo avere difficoltà, tutti possiamo vivere situazioni pesanti e credo che la solidarietà umana debba essere una delle principali caratteristiche da sviluppare in tempi come quelli in cui viviamo». Ed in effetti Alessandro non aveva nascosto i suoi problemi: uno stato di salute compromesso, difficoltà a trovare una sistemazione per dormire e una crisi economica pesante che lo costringe a saltare spesso i pasti. La sua situazione era precipitata nel giro di pochi mesi.

Le disgrazie 

«A febbraio è morta mia madre in ospedale, tre anni fa ho perso la mia compagna e così sono rimasto solo. Abitavo a Villanova in via Flaminia ma il padrone di casa ha venduto l’abitazione e non ho più nulla. Purtroppo nella mia vita si è fatta largo la depressione che talvolta mi attanaglia e mi annichilisce». Ad Alessandro arrivano anche la solidarietà e l’interesse di Sergio Cialona, padre di Cristian un ragazzo disabile affetto da una rara forma di leucodistrofia. Sergio, che combatte tutti i giorni insieme alla moglie Emily per rendere meno dura la vita del figlio, conosce bene il dolore e la sofferenza e lancia una proposta ad Alessandro. «Lavoro in una compagnia di trasporti merci – dice Cialona – e potrei interessarmi per far lavorare part time l’uomo che è in difficoltà. Spesso tornando a lavorare la vita cambia e inizia a sorriderti: potrebbe essere così anche per Alessandro. Sono a disposizione per cercare di aiutarlo». La vicenda del 63enne che ha lavorato anche come ausiliario all’ospedale di Torrette non poteva non colpire chi vive la quotidianità della parrocchia. E’ il caso di Anna Favi, che abita nel quartiere di Case Unrra e dello Stadio. «Quando abbiamo letto della situazione di Alessandro, la chat che condividiamo con i parrocchiani di Santa Maria Goretti e di Falconara Alta si è riempita di messaggi di solidarietà: insieme al parroco don Marco siamo disponibili ad aiutare quest’uomo». 

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