Vertenza Elica, parola ai dipendenti: referendum sul piano salva-lavoro. Lunedì al voto

Sabato 11 Dicembre 2021 di Aminto Camilli
Vertenza Elica, parola ai dipendenti: referendum sul piano salva-lavoro. Lunedì al voto

FABRIANO -  Il preliminare d’intesa sul nuovo piano industriale di Elica all’attenzione dei lavoratori. Saranno proprio i dipendenti dell’azienda leader nella produzione di cappe aspiranti per cucina a mettere la parola decisiva sull’ipotesi di accordo che le organizzazioni sindacali e il management hanno raggiunto giovedì, a Roma, in occasione del tavolo apposito organizzato dal ministero dello Sviluppo economico.

 


Ieri, come prologo del referendum fissato per lunedì prossimo, per altro in concomitanza con la ricorrenza di Santa Lucia, patrona dei metalmeccanici, da sempre molto sentita nel Fabrianese, i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm hanno tenuto assemblee con le maestranze degli stabilimenti di Cerreto d’Esi e Mergo (in totale sei incontri molto partecipati, tre per ognuno dei due impianti, complessivamente dalle 10 alle 23,30), illustrando il documento d’intesa che non prevede più licenziamenti coatti (il problema dei 150 esuberi verrà affrontato tramite ammortizzatori sociali, incentivi all’esodo su base esclusivamente volontaria, prepensionamenti e ricollocazione dei lavoratori) e garantisce un futuro produttivo in Italia, basti pensare che la fabbrica di Mergo diventerà il centro unico della produzione dell’alto di gamma, grazie anche al rientro della produzione di 200mila cappe dalla Polonia (tra queste produzioni, tanto per fare un esempio di rilievo, pure quella inerente ai piani cottura aspiranti Nikola Tesla), e che lo stabilimento cerretese, destinato alla chiusura (tutti i suoi operai saranno trasferiti, per l’appunto, a Mergo), sarà oggetto di reindustrializzazione.

Il referendum, programmato per lunedì, si svolgerà durante l’orario di lavoro, quindi si snoderà per l’intera giornata, dal mattino presto fino alle 22. Lungi da parte nostra la volontà di formulare pronostici sull’esito della votazione, non v’è dubbio che il piano di riorganizzazione, sul quale è stata trovata un’intesa molto concreta, è ben diverso da quello annunciato da Elica il 31 marzo scorso sia per l’entità degli esuberi (non più 409, ma 150), sia perché non si ricorrerà ai licenziamenti, sia ancora per le prospettive future. 


Lo stesso coordinamento unitario di Fim, Fiom e Uilm del Gruppo Elica osserva che «alla fine del piano si prevedono almeno 400 posti di lavoro full-time. La grande lotta, durata nove mesi, riesce a dare un futuro al territorio e diventa un modello da seguire e perseguire. Siamo in presenza di un accordo che vuole gettare le basi per un vero progetto di politiche industriali finalizzato a costruire il futuro dell’azienda sul comprensorio di Fabriano». Alla soddisfazione di azienda e sindacati si unisce quella delle istituzioni. L’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi ricorda l’enorme attività condotta in questi mesi. «Abbiamo organizzato tavoli con i sindacati e l’azienda per poter favorire un accordo che scongiurasse i licenziamenti - spiega - e abbiamo seguito le trattative svoltesi al Mise. La Regione sarà sempre disponibile a proseguire la collaborazione con le parti per favorire lo sviluppo e la garanzia dell’occupazione».

 

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