Minacce di morte ai consuoceri, coltellate al fidanzato della figlia: condannati marito e moglie stalker

Venerdì 10 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
I carabinieri hanno denunciato lo stalker

ANCONA - Aggressioni ai consuoceri e al fidanzatino della figlia: condannati marito e moglie. A lui, 54enne albanese, è stata inflitta una pena di un anno e 8 mesi di reclusione per i reati di stalking, minacce, lesioni personali, violazione di domicilio e danneggiamento. Lei, connazionale di 10 anni più giovane, è stata condannata a un anno per le sole lesioni. A entrambi, difesi dall’avvocato Enrico Carmenati, il giudice Elisa Matricardi ha riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena. 

 

 
Quattro le parti civili, tutte rappresentate dal legale Ruggero Benvenuto. Riceveranno a testa circa 10mila euro di risarcimento. I fatti sono avvenuti a Fabriano, a fine agosto 2016. In quel momento, la relazione tra due ragazzi, lei albanese e lui macedone, si era da poco sgretolata. In qualche modo, stando a quanto emerso in udienza, la storia sarebbe stata osteggiata dalla famiglia di lei. In particolare, la procura contestava al 54enne di aver tampinato l’allora fidanzato della figlia, 26enne macedone, minacciandolo di sparire da Fabriano per fargli troncare definitivamente il rapporto. Il 23 agosto del 2016 l’imputato si sarebbe diretto a casa della famiglia macedone armato di coltello, pronunciando minacce di morte, danneggiando un passeggino – tirato contro il portone dell’appartamento – e prendendo a calci un’auto parcheggiata. Marito e moglie macedoni erano rimasti feriti nella bagarre: 5 giorni di prognosi ciascuno. Due giorni dopo, sempre secondo quanto contestato dal capo d’imputazione, la madre del 26enne sarebbe stata minacciata per strada dall’imputato: «Ti taglio la testa». La sera stessa, l’esplosione di violenza ai giardini pubblici Regina Margherita, nei pressi del locale Lo Chalet. La 44enne albanese avrebbe indicato al marito il luogo dove si trovava il 26enne. Da quanto ricostruito, l’imputato aveva afferrato un coltello e sferrato dei fendenti all’addome del ragazzo. Nella bagarre era rimasto ferito anche il fratello, di tre anni più piccolo, intervenuto per sedare l’aggressione. Entrambi erano finiti al pronto soccorso di Fabriano, riportando ciascuno 10 giorni di prognosi. L’aggressore, il 54enne albanese, era stato immediatamente fermato dai carabinieri della Compagnia di Fabriano e denunciato a piede libero. Era stato anche trovato nell’auto del 54enne e sequestrato il coltello utilizzato per colpire i due fratelli macedoni. 

 

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