Riparte il dialogo tra Elica e sindacati sul piano industriale: oggi una nuova riunione

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Aminto Camilli
Riparte il dialogo tra Elica e sindacati sul piano industriale: oggi una nuova riunione

FABRIANO  - Tutto pronto per la ripresa del dialogo tra Elica e sindacati. E l’auspicio è che tra le parti possa davvero instaurarsi quel clima necessario per arrivare a un’intesa sul piano industriale 2021-2023, che da cinque mesi esatti sta generando ansia e preoccupazione in diverse centinaia di famiglie e in un vasto comprensorio.

 

Questa mattina (9,30) è in programma una nuova riunione del tavolo territoriale tra l’azienda e i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm, quasi un prologo in vista del tavolo che il ministero dello Sviluppo economico convocherà a breve, verosimilmente entro la prima decade del mese, comunque entro il 15 settembre. E sul tappeto, per l’appunto, c’è la revisione del piano di riorganizzazione che finora è stato contrastato energicamente dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, nonché dalle istituzioni ai vari livelli. Non è un caso che, anche grazie all’intervento del Mise, la posizione del management di Elica si sia un po’ ammorbidita, tanto da portare alla sospensione del progetto e, di conseguenza, dei 409 licenziamenti. 


Tanti erano, infatti, gli esuberi previsti dal piano strategico su un totale di 560 dipendenti tra i due stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi. Inoltre, il piano contemplava pure il trasferimento del 70% della produzione italiana all’estero e la chiusura del sito cerretese e di interi reparti di quello di Mergo. Di qui, l’avvio di una mobilitazione, che ha indotto l’azienda a un ripensamento. Lo stato di agitazione nei due impianti Elica è tuttora forte, considerato che da più di una settimana le tute blu stanno attuando scioperi “a scacchiera” e a giorni alterni, generalmente di un’ora. Nel sito cerretese, quello destinato alla chiusura, venerdì le maestranze hanno incrociato le braccia per tre ore. Fim, Fiom e Uilm chiedono un nuovo piano che non preveda licenziamenti e che, nello stesso tempo, contempli il ritorno delle produzioni dalla Polonia in Italia. 

 

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