Il defunto condannato per usura e riciclaggio: la Finanza confisca l'eredità ai familiari. Addio a conti e terreno edificabile

Martedì 23 Novembre 2021
Il defunto condannato per usura e riciclaggio: la Finanza confisca l'eredità ai familiari

FABRIANO - Il defunto fu condannato per usura, il riciclaggio e la bancarotta fraudolenta: la Finanza confisca l'eredità, ritenuta frutto dell'attività dell'attività illecita, ai familiari. Si tratta di un terreno edificabile a Fabriano e alcuni conti bancari, per un valore che sfiora i 250mila euro.

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 I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione a carattere patrimoniale, sottoponendo a confisca beni per un valore complessivo di circa duecentocinquantamila euro di proprietà degli eredi di un soggetto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. Nello specifico, sono stati sottoposti alla misura ablatoria denaro per oltre centoventimila euro, nonché un terreno edificabile di 1.100 mq, ubicato nel fabrianese, di proprietà degli eredi di un cittadino italiano, nel frattempo defunto, che tra il 2005 ed il 2011 aveva commesso una serie di gravi reati quali l’usura, il riciclaggio e la bancarotta fraudolenta, attraverso cui era riuscito ad accumulare elevate fonti di ricchezza. Le complesse indagini svolte dalle Fiamme Gialle doriche, condotte anche attraverso l’incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito di ricostruire, da un lato, la pericolosità sociale del proposto e, dall’altro, di accertare la completa difformità tra redditi dichiarati, tenore di vita e patrimonio acquisito in virtù dei considerevoli profitti illeciti derivanti dalla commissione dei citati reati. La misura di prevenzione disposta dal Tribunale, che fa seguito ad un sequestro operato in precedenza, è stata eseguita dagli specialisti del Gico. di Ancona, nell’ambito dell’operazione denominata “De Cuius”, che rappresenta il risultato del costante impegno della Guardia di Finanza finalizzato all’aggressione, attraverso lo strumento delle misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia, dei patrimoni illecitamente accumulati da “soggetti socialmente pericolosi”, i quali vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale. Va infine evidenziato che, grazie alla presente attività, ha trovato concreta applicazione per la prima volta nelle Marche, la normativa che permette di avanzare proposte di sequestro (e successiva confisca) di beni nella disponibilità degli eredi, purché le stesse vengano inoltrate nel termine ultimativo di cinque anni dalla data del decesso del soggetto ritenuto “socialmente pericoloso” 

Ultimo aggiornamento: 09:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA