Elica, cambia la riorganizzazione. E i sindacati si fanno sentire: «Priorità al lavoro sul territorio»

Venerdì 23 Luglio 2021 di Aminto Camilli
Elica, cambia la riorganizzazione. E i sindacati si fanno sentire: «Priorità al lavoro sul territorio»

FABRIANO -  Al via un percorso per la revisione del piano di riorganizzazione di Elica. La conferma della sospensione del piano industriale 2021-2023 (e dei 409 licenziamenti), giunta mercoledì sera dai vertici dell’azienda leader nella produzione di cappe aspiranti per cucina, può contribuire a far sì che sindacati e management intraprendano la strada decisiva per arrivare alla stesura di un nuovo piano strategico che punti a salvaguardare il futuro di Elica e dei livelli occupazionali. Il tutto con il supporto fondamentale delle istituzioni ai massimi livelli, ministero dello Sviluppo economico in primis. 

 


Non è un caso che per il 29 luglio sia stato già programmato un tavolo territoriale, in cui le parti sociali si confronteranno con l’azienda, poi la vertenza tornerà al tavolo ministeriale all’inizio di settembre, per procedere con un iter che dovrebbe portare a redigere un nuovo progetto entro il 30 settembre. «La grande mobilitazione dei lavoratori – sottolinea il coordinamento unitario di Fim, Fiom e Uilm del Gruppo Elica – ci mette oggi nelle condizioni di scrivere un nuovo piano industriale, partendo dal presupposto che la condivisione di un progetto può esistere a condizione che non si discuta di licenziamenti, ma solo di quale lavoro verrà sviluppato sul territorio, ridefinendo la missione produttiva degli stabilimenti del Fabrianese sull’alta gamma, preservando tali produzioni che già ci sono, e agendo con operazioni di reshoring che portino ad azzerare gli esuberi, aspetto fondamentale per richiedere fondi pubblici». 


Ora, si attende il tavolo territoriale fissato per giovedì prossimo, «e in quella circostanza – spiegano le organizzazioni sindacali – vedremo se realmente il management è disposto a confrontarsi su come costruire un progetto che preveda sviluppo e produzione sul Fabrianese, quindi la salvaguardia della stessa Elica». Qualcosa si è mosso, intanto, durante la riunione ministeriale in videoconferenza di mercoledì scorso. «Per la prima volta – osservano i rappresentanti dei metalmeccanici –, abbiamo sentito l’ad Giulio Cocci parlare di lavoratrici e lavoratori di Elica, non soltanto del territorio, come se dietro ai loro progetti di natura esclusivamente finanziaria e finalizzati al mero profitto non ci fossero persone in carne e ossa. Lavoro, futuro e rispetto sono i cardini sui quali abbiamo basato la nostra lotta contro il piano di riorganizzazione, che ora l’azienda dichiara di sospendere e voler riscrivere in maniera condivisa. Sono questi i principi su cui vogliamo costruire il futuro industriale che si meritano tutti i dipendenti che hanno reso Elica un’eccellenza a livello mondiale». 

 

Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA