Il bambino ha la febbre? Corsa in auto. La Pediatria trasformata in ambulatorio è l'incubo delle mamme

Sabato 8 Gennaio 2022 di Marco Antonini
Il bambino ha la febbre? Corsa in auto. La Pediatria trasformata in ambulatorio è l'incubo delle mamme

FABRIANO - Undici pediatri a Jesi, 8 a Senigallia e zero a Fabriano. Anno nuovo, abitudini vecchie. All’ospedale Profili il 2022 inizia con lo stesso problema dell’anno precedente: la carenza di personale. Più passa il tempo più aumentano le mamme e papà che lamentano questo disservizio ormai cronico per l’Unità operativa di Pediatria trasformata in ambulatorio per circa 6 ore al giorno (coperte dai pediatri di Jesi), festivi esclusi.

 

E dopo nascere, anche far seguire il proprio bambino da un reparto vero e proprio, in caso di emergenza, diventa un’odissea. A Fabriano non si ricoverano bambini e gli specialisti non si assumono se si offre loro contratti a tempo determinato. Peccato che tutti quelli in servizio nelle altre strutture di Area Vasta 2 non sono stati destinati a riequilibrare stabilmente questa criticità tutta fabrianese. Ad oggi, infatti, il reparto è chiuso. Mentre i medici dell’Unità operativa di Medicina diretta dal dottor Onesta devono andare all’ospedale di Cingoli (a 60 km) per coprire i turni, il discorso non vale per Pediatria. 

Lo scenario

Troppe volte il destino del reparto è stato accomunato a quello del punto nascita, ma non è così. Riguarda le persone fino a 18 anni che nel comprensorio sono circa 7.800. Negli altri ospedali i pediatri ci sono. Undici a Jesi, otto a Senigallia, primari compresi. Diciannove in tutto che potevano servire anche per tenere aperto, a tutti gli effetti, Fabriano. Negli ultimi mesi si è aggiunta anche un’altra criticità: dopo il pensionamento dello storico primario, Domenico Maddaloni, il posto non è stato integrato e non c’è nessun bando all’orizzonte per il primariato. Al Profili c’erano 6 posti letto per i ricoveri e 4 specialisti. Bisognerebbe tornare a come era in precedenza, fino a pochi anni fa, con posti letto, Osservazione Breve e reperibilità notturna. Se un bimbo piccolo si sente male di notte che succede? Quello che capita a una gestante visto che non c’è nemmeno la reperibilità ostetrica notturna. Per i genitori ci sono due strade: Jesi, in Vallesina, o Branca, in Umbria. 

L’odissea

Poi c’è da pregare di avere sempre tempo, che il piccolo non stia troppo male e che lungo la strada fili tutto liscio. In questo caso è la SS 76 il centro di tutto. Da Fabriano, per raggiungere gli altri ospedali, ci sono tanti chilometri che separano la sala parto chiusa da quelle aperte, idem il reparto di Pediatria. Per arrivare a Branca, in Umbria, bisogna percorrere da Fabriano città 25 chilometri di superstrada. Se una famiglia con il bambino con la febbre alta deve raggiungere l’ospedale e parte da una delle tante frazioni in alta quota, i chilometri diventano anche 35-40. Il tempo di percorrenza varia: mezz’ora dal centro, rispettando i limiti di velocità, anche 40 minuti dai paesi. Per arrivare all’ospedale Urbani di Jesi servono una quarantina di minuti dal cuore di Fabriano: sono 46 i chilometri che separano la città della carta da quella della Vallesina. In mezzo, oltre al traffico locale una volta giunti a Jesi, ci sono cantieri e restringimenti tra Genga e Serra San Quirico. 51 i chilometri da fare da Marischio, 55 da Melano. Salgono a 60 i chilometri se mamma, papà e bambino si mettono in viaggio da Campodonico, 558 metri sul livello del mare, meteo permettendo.

 

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