Il conto di una crisi lunga 10 anni: Fabriano, i disoccupati sono 4mila

Il conto di una crisi lunga 10 anni: Fabriano, i disoccupati sono 4mila
Il conto di una crisi lunga 10 anni: Fabriano, i disoccupati sono 4mila
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Giovedì 26 Marzo 2020, 06:39

FABRIANO  - Quasi quattromila disoccupati a Fabriano e con l’attuale emergenza sanitaria il numero potrebbe crescere complice il mancato rinnovo, nei prossimi mesi, dei contratti a tempo determinato e degli stagionali. I dati del Centro per l’Impiego di via Pavoni parlano di 3.955 i disoccupati autocertificati al 31 dicembre 2019: sono persone che hanno raggiunto l’ex Ufficio di collocamento per dichiarare il proprio status di disoccupato con l’obiettivo di iniziare l’iter per cercare nuova occupazione. Di questi 2.195 sono donne e 1.760 sono uomini. Il dato, rispetto al 31 dicembre del 2018 è diminuito di 120 unità.

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Non è detto che corrisponda a 120 persone che abbiano trovato lavoro: potrebbero anche essere persone che hanno deciso di non comunicare la propria disoccupazione al Ciof in quanto sfiduciati o perché si sono trasferite altrove. Nell’Ambito territoriale 10 che comprende, oltre Fabriano, anche Arcevia, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico si arriva, sempre al 31 dicembre 2019, a 6.572 disoccupati autocertificati, in lieve calo rispetto a 12 mesi prima. Sono 3.669 donne e 2.903 uomini. La crisi nell’entroterra va avanti da ormai 12 anni.

A Fabriano nel 2011 erano 3.294 i disoccupati.

L’apice si è avuto nel 2016 quando è stata superata, di poco, quota 5mila persone residenti o domiciliate a Fabriano senza lavoro: in quell’anno, nell’ambito della crisi dell’Antonio Merloni, infatti, i dipendenti dalla cassa integrazione passarono alla mobilità. Questo spiega il motivo di così tanti senza lavoro. Nel 2012 i disoccupati erano 3.615, nel 2013 sono saliti a 4.078. L’anno dopo sono arrivati a 4.940, quasi lo stesso dato del 2015. Dopo il boom del 2016, invece, sono scesi a 3.906 nel 2.017 e poi saliti a 4.075 nel 2018. Cosa succederà nei prossimi mesi è presto per saperlo con precisione. I negozi chiusi, i pagamenti arretrati, l’incertezza del periodo fa sì che il settore del commercio sarà quello che risentirà di più dell’emergenza Coronavirus.

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