Cassa Covid a carico dello Stato per i dipendenti Whirlpool

Mercoledì 30 Dicembre 2020 di Aminto Camilli
Cassa Covid a carico dello Stato per i dipendenti Whirlpool

FABRIANO  - Cassa Covid interamente a carico dello Stato per i dipendenti di Whirlpool per i prossimi tre mesi. E’ quanto si profila per l’inizio del 2021, stando a quanto emerso ieri sera nel corso del tavolo convocato dal ministero dello Sviluppo economico e svoltosi in videoconferenza. Oltre alla sottosegretaria del Mise Alessandra Todde, alcuni esponenti del management della multinazionale statunitense (in primis, Trerotola e Candeloro) e di Fim, Fiom e Uilm, all’incontro hanno preso parte anche rappresentanti di Invitalia e funzionari del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, poiché il vertice era incentrato soprattutto sul futuro dello stabilimento di Napoli, chiuso ormai dal 31 ottobre scorso.

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Al riguardo, sono state smentite voci recenti relative a una cessione imminente dell’impianto, fermo restando che sarebbero tuttora concreti degli interessamenti da parte di imprenditori per un eventuale acquisto del sito. La cassa Covid a totale carico dello Stato, che interesserà pure i lavoratori Whirlpool di Fabriano (maestranze con ridotte capacità lavorative dello stabilimento di Melano e 40 impiegati della sede centrale) a partire da gennaio e durerà per 12 settimane, è collegata a un piano più generale. Il confronto di ieri, inoltre, è servito alle organizzazioni sindacali per riportare l’attenzione su alcuni aspetti delicati dei singoli siti produttivi, come ad esempio la situazione del settore impiegatizio nel Fabrianese.

«Il management ha parlato di 40 esuberi tra gli impiegati – spiega Giampiero Santoni, segretario provinciale della Fim – ma con ogni probabilità questo dato include pure il sito di Pero, nel Milanese, poiché a noi risulta che a Fabriano il surplus di colletti bianchi è di 25 unità. Va da sé che si tratta di un aspetto da chiarire già in occasione dei prossimi incontri, che verranno fissati a breve dal Mise con la partecipazione dei ministri, durante i quali chiederemo lumi anche sugli investimenti complessivi». Un’altra questione che i sindacati stanno seguendo con scrupolo è quella concernente i lavoratori con ridotte capacità lavorative. «Il problema esiste – osserva Santoni – perché se è vero che l’azienda sta mettendo a punto degli interventi per farvi fronte, è altrettanto vero che si deve fare di più per riallocare queste persone». 

 

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