Non si ferma la battaglia dei lavoratori di Elica: 4 ore di sciopero e manifestazione. Ecco tutti gli scenari

Mercoledì 9 Giugno 2021 di Aminto Camilli
Non si ferma la battaglia dei lavoratori di Elica: 4 ore di sciopero e manifestazione. Ecco tutti gli scenari

FABRIANO  - Nuovo sciopero e mobilitazione alla Elica. Fim, Fiom e Uilm attendono di essere convocati in Regione, ma non arretrano di un passo nei confronti del piano industriale annunciato dal management, restano estremamente cauti di fronte alle aperture dell’azienda, soprattutto per le modalità utilizzate, e danno vita ad altre iniziative di protesta. I dipendenti dell’area Cooking, vale a dire degli stabilimenti di Cerreto d’Esi e Mergo, incroceranno le braccia venerdì prossimo per quattro ore e daranno vita a una manifestazione ad Ancona. 

 


I sindacati fanno sapere che si aggiungerà un altro pacchetto di ore di sciopero a sostegno delle istanze dei lavoratori di Elica, che sono le stesse istanze del nostro vasto comprensorio. «Siamo venuti a conoscenza della disponibilità al dialogo di Elica da interventi a mezzo stampa della stessa azienda e della giunta regionale – sottolinea il coordinamento unitario di Fim, Fiom e Uilm del Gruppo Elica –, ma così proprio non va. Le discussioni si fanno ai tavoli di trattativa e di confronto. Parlare di contenuti di un negoziato sindacale tramite la stampa è una forma inusuale e non consona alle corrette relazioni industriali, tanto più che, sempre tramite comunicati, Elica aveva parlato di azienda in piena salute, salvo poi annunciare, poco più di due mesi fa, un disastro economico e finanziario».

Le organizzazioni sindacali si dicono pronte fin da subito a iniziare un confronto con l’azienda, anche avanzando proposte, ma ricordano che «il tavolo di discussione è quello nazionale – osservano i rappresentanti dei metalmeccanici – per cui ne auspichiamo la riconvocazione in tempi rapidi da parte del ministero dello Sviluppo economico». Le parti sociali insistono su quanto accaduto nei giorni scorsi. «Valutiamo insufficienti le ipotetiche e vaghe disponibilità espresse da Elica – affermano Fim, Fiom e Uilm – in merito alle quali vediamo che rimangono dei punti fermi che sanno tanto di ricatto, come già emerso nei momenti ufficiali di confronto precedenti, quando si è parlato soltanto di delocalizzazioni e licenziamenti, che sembrano tuttora la strada che si continua a perseguire». 

 

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