Adescata sui social, svaniscono 180mila euro. Stroncata la banda delle truffe: denunciati dieci nigeriani

Adescata sui social, svaniscono 180mila euro. Stroncata la banda delle truffe: dieci denunciati
Adescata sui social, svaniscono 180mila euro. Stroncata la banda delle truffe: dieci denunciati
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Sabato 1 Ottobre 2022, 04:15 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 08:43

FABRIANO - Ennesimo caso di truffa. Questa volta i protagonisti sono 10 nigeriani. Scomparsi dal conto i risparmi di una vita. La banda ha fatto leva sul bisogno di interrelazione e di necessità di aiutare della vittima, una 50enne impiegata di Fabriano che ha effettuato una serie di bonifici bancari per 180mila euro. Grazie all’intuito del direttore di banca, che non ha dato corso all’ennesimo bonifico, ha permesso alla vittima di rendersi conto della trappola emotiva nella quale era piombata.

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Poi le indagini del Commissariato hanno permesso di individuare e denunciarli la gang per truffa in concorso. I nigeriani sono residenti in Lombardia, Veneto, Campania, Sardegna, tutti già noti e intestatari delle carte ricaricabili sulle quali la vittima ha versato il denaro. La svolta nelle ultime settimane. La cinquantenne si è decisa a denunciare il fatto alla Polizia dopo essere stata messa in guardia dal direttore della propria banca rifiutatosi di dare esecuzione all’ennesimo bonifico: aveva intuito qualcosa di sospetto nella progressione e negli importi in favore di carte ricaricabili. Tutto è iniziato a febbraio quando la donna, già provata dalle restrizioni causate dal lockdown, aveva trovato conforto in nuove conoscenze e relazioni che le si proponevano dai vari social network ed in particolare Facebook.

La donna era stata contattata da un profilo social corrispondente ad un soggetto maschile, profilo poi rivelatosi falso, il quale, intuendo lo stato di bisogno relazionale della donna, dopo conversazioni amichevoli, ne è riuscito a carpire la stima e la fiducia ed a far risaltare in lei il desiderio di solidarietà verso i bisognosi. Così almeno una volta a settimana il presunto “amico” rappresentava alla vittima la necessità di dover sostenere una spesa, tipo tributi, tasse aeroportuali, spese giudiziarie, figlio bisognoso di cure mediche, che erano in realtà dei raggiri. La donna ha iniziato ad accondiscendere ad ogni richiesta effettuando una serie di bonifici, da un minimo di 3mila euro a 15mila euro per volta.

Le venivano comunicati vari iban riportanti intestatari diversi. Secondo quanto riportato dalla truffata, era forte il suo sentimento di gratificazione nell’aiutare chi aveva bisogno e non nascondeva ai poliziotti, col senno di poi, di aver sviluppato in qualche modo la cosiddetta sindrome della crocerossina accentuata dai prolungati periodi di sostanziale isolamento post Covid-19. Dopo lunghe indagini i poliziotti hanno denunciato i dieci soggetti che «sono risultati organicamente collegati tra loro, nella sistematica ricerca, on-line, di persone bisognose di relazioni umane e sociali, per le più disparate ragioni» si legge in una nota del Commissariato. Il Questore valuterà eventuale provvedimento di espulsione.

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