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Sindaco evasore fiscale
praticamente senza saperlo

Roberto Sorci
Roberto Sorci
2 Minuti di Lettura
Lunedì 13 Gennaio 2014, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 18:39
FABRIANO - Sindaco evasore fiscale praticamente senza saperlo e, soprattutto, senza poter fare nulla per evitarlo. E' quanto denuncia l'ex primo cittadino di Fabriano Roberto Sorci in una lettera inviata al presidente nazionale dell'Anci Piero Fassino, e a quello regionale Maurizio Mangialardi, al segretario del Pd Matteo Renzi e al ministro dell'Interno Angelino Alfano. Sorci rivela di aver recentemente ricevutodal Tribunale di Ancona un decreto penale di condanna (nove mesi di reclusione ridotti a quattro e commutati in una multa di 33.700 euro) perché il Coomune avrebbe omesso il versamento dell'Iva per un importo di quasi 110 mila euro nel periodo di imposta 2008.



"Secondo l’Agenzia delle Entrate e di conseguenza il Magistrato, il legale rappresentante del Comune anche in atti di pura gestione è il Sindaco", scrive Sorci che è stato sindaco di Fabriano per il Pd fino al maggio del 2012. Nella lettera l'ex primo cittadino ora desidera richiamare l'attenzione dell'Anci "sull’assurdità del nostro ordinamento legislativo per quanto riguarda le responsabilità dei Sindaci.



"La P.A. (Agenzia delle Entrate), che dichiara evasore fiscale un'altra P.A., nonostante l’evidenza dell’errore umano da parte del ufficio comunale preposto, che per mero errore ha omesso il versamento in compensazione dei mesi di maggio –agosto e settembre 2008 entro il termine dell'acconto relativo al periodo d'imposta successivo. È vero, è un errore grossolano, ma pur sempre un errore. Anche perché, come le è noto nella sua funzione di Sindaco - scrive Sorci a Fassino -, i Comuni sono sempre in credito Iva e quindi è impossibile evaderla. E poi a favorire di chi? La P.A. non è una attività privatistica e non ha “padroni” che si possono arricchire evadendo l’IVA".



La normativa sugli enti locali dal 2001, ricorda inoltre Sorci, chiarisce "in modo univoco le responsabilità politiche distinguendole da quelle gestionali. Un'amministrazione pubblica “dovrebbe” sapere che all’Organo Politico sono vietate, per legge, le attività gestionali comprese quelle che impegnano l’Ente verso l’esterno, che sono di esclusiva competenza dei dirigenti preposti".
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