Numana, arrestati i pusher della movida: pronti a spacciare 140mila euro di droga

Numana, arrestati i pusher della movida: pronti a spacciare 140mila euro di droga
Numana, arrestati i pusher della movida: pronti a spacciare 140mila euro di droga
di Giacomo Quattrini
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Sabato 16 Luglio 2022, 04:25 - Ultimo aggiornamento: 14:09

NUMANA - I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Osimo hanno arrestato due spacciatori tunisini che rifornivano i giovani che d’estate frequentano le spiagge e i locali della Riviera del Conero.  Da settimane i residenti della zona centrale di Marcelli vedevano uno strano via vai in una palazzina di via Ascoli Piceno, con giovani che incontravano sempre più di frequente dei ragazzi di origini tunisine. Si tratta di due fratelli, un 35enne e un 33enne che lavorano il primo come cuoco, l’altro da lavapiatti in un ristorante della località balneare e che, nelle ore libere, si dedicavano all’attività illegale, ricavandone, stando agli inquirenti, diverse migliaia di euro.

 
Le segnalazioni


I militari, dopo le segnalazioni delle settimane scorse, li tenevano sott’occhio, con appositi servizi di controllo, anche a distanza e in borghese se necessario. Giovedì pomeriggio verso le 16 li hanno fermati a Marcelli a bordo della loro auto. L’agitazione che hanno mostrato i due fratelli tunisini e alcuni precedenti specifici a carico del più grande dei due, hanno suggerito ai carabinieri di svolgere anche una perquisizione domiciliare. Ed è qui, nell’appartamento dove i residenti avevano denunciato i movimenti sospetti, che gli uomini del Norm, guidanti dal comandante della Compagnia di Osimo, il Maggiore Luigi Ciccarelli, hanno trovato 700 grammi di cocaina e mezzo chilo di hashish. Un quantitativo certamente non per uso personale. Anche perché la cocaina non era stata ancora trattata e ogni grammo avrebbe reso il doppio tagliandolo. Considerando il prezzo di vendita che si aggira sui 100 euro a grammo, i due tunisini solo con la cocaina avrebbero guadagnato rivendendola tutta circa 140mila euro.

Il sequestro

Nel loro appartamento, trasformato un’azienda dello spaccio a conduzione familiare, i militari hanno anche sequestrato del materiale ritenuto utile al confezionamento delle dosi da vendere, come bustine, cellophane e bilancini di precisione. E così, entrambi i tunisini, anziché andare a lavoro giovedì sera nel ristorante di Marcelli, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri la convalida dell’arresto: il più giovane dei due fratelli (difeso dall’avvocato Emanuele Senesi) è rimasto in carcere a Montacuto, l’altro (assistito dal legale Paolo Mengoni) invece è stato rimesso subito in libertà senza misure cautelari. Secondo gli inquirenti con questa operazione è stata bloccata una delle fonti principali di rifornimento della zona di Numana. Non sono state ritrovate agendine o appunti nell’abitazione ma l’indagine, che sta proseguendo per accertare eventuali altri complici, sembra ricostruire un giro di clienti molto giovani, della zona e anche villeggianti.


Le baby gang


L’ipotesi è che le stesse baby gang che nelle notti d’estate creano disagi lungo le vie di Marcelli acquistassero abitualmente droga dai due tunisini per sballarsi insieme e poi divertisti provando il brivido del proibito. Pare escluso, ma andrà accertato nelle ulteriori fasi di indagine, che i due tunisini usassero anche il ristorante dove lavoravano per incontrare i clienti e vendere la droga. Approfondimenti andranno inoltre fatti per risalire alla rete di spaccio, capire dove i due pusher si rifornissero delle sostanze da rivendere nei weekend estivi, quando la Riviera del Conero diventa un bacino di potenziali clienti molto allettante.

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