Dentista disereda i parenti e lascia 2,5 milioni alla Lega del Filo d’Oro. Il notaio ha già contattato l’istituto

Lunedì 19 Aprile 2021 di Giacomo Quattrini
La sede di Osimo della Lega del Filo d'oro

OSIMO - Lascia metà dei propri beni, due milioni e mezzo, alla Lega del Filo d’Oro, pur di non farli finire nelle tasche di parenti ritenuti insolenti e immeritevoli. Protagonista della vicenda una dentista genovese di 91 anni, Angela Torelli, scomparsa lo scorso 12 marzo nel capoluogo ligure.

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Nel suo testamento ha chiarito le volontà sul destino dell’ingente somma di denaro che possedeva: 2,5 milioni da bonificare alla Fondazione di Osimo che da oltre mezzo secolo si occupa in tutta Italia di persone sordocieche, 1,5 milioni ad una congregazione di suore che si prendono cura dei poveri di Genova, una casa sulle Dolomiti all’Airc e somme minori al marito dell’assistente anche lei morta, all’amministratore dei beni di famiglia e alla donna di servizio. 


La decisione
Da Genova, riportando la notizia dell’ingente lascito testamentario, hanno anche filtrato un stralcio del suo ultimo volere: «Confesso – ha scritto la dentista nel testamento - che non riesco a perdonare le angherie che i parenti di mio cognato hanno inflitto a me e a mio marito e spero che il Buon Dio, cui chiedo sin d’ora perdono, non vorrà castigarmi per questo». Il notaio Piero Fracassi di Genova che ha redatto il testamento, affidato per l’esecuzione all’avvocato Simone Costa, ha inviato nei giorni scorsi la comunicazione del lascito alla sede nazionale del Filo d’Oro, in via Linguetta.

«In realtà – ha spiegato ieri il presidente della Fondazione Rossano Bartoli - abbiamo ricevuto comunicazione del lascito ma non l’indicazione precisa della somma, che se fosse confermata sarebbe molto importante. A questi livelli mediamente ne capitano una all’anno. Da tanto tempo lavoriamo sui lasciti testamentari, chiedendo a chi può di ricordarsi di noi inserendoci tra i beneficiari e i risultati sono molto incoraggianti». A quanto pare la dentista genovese non era mai entrata a contatto col Filo d’Oro, eppure l’attività della Fondazione osimana le era particolarmente a cuore per decidere di lasciargli metà del suo patrimonio. «Grazie a queste donazioni stiamo riusciti ad avviare il cantiere per la nuova sede nazionale di Padiglione che – rivela Bartoli - entro fine anno sarà completata, poi andrà allestita, e comunque abbiamo anche altri progetti ambiziosi, l’obiettivo sarebbe aprire una sede in ogni regione d’Italia, alcuni contatti sono già avviati in due città del sud ma anche al nord ci sono opportunità concrete». 


La raccolta
Dunque la raccolta fondi non si fermerà certo qui, anche perché il bilancio del Filo d’Oro ogni anno si aggira sui 40 milioni di cui circa il 70% coperto proprio da donazioni private, fondamentali in sostanza. Ad oggi la Fondazione ha 620 dipendenti diretti suddivisi nelle 5 sedi residenziali (Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta, Termini Imerese) e altrettante territoriali (Roma, Napoli, Padova e, le ultime due aperte a febbraio 2020, a Novara e Pisa). Più di mille i pazienti seguiti di ogni fascia d’età. La più alta donazione ricevuta dalla Fondazione osimana risale al 2017 quando una nobildonna milanese non avendo eredi diretti lasciò circa 9 milioni.

Ultimo aggiornamento: 16:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA