Elezioni Ancona, Daniele Silvetti è l'anti Ida Simonella: «Io sindaco a tempo pieno: se vinco, mi dimetto dal Parco del Conero»

Elezioni Ancona, Daniele Silvetti è l'anti Ida Simonella: «Io sindaco a tempo pieno: se vinco, mi dimetto dal Parco del Conero»
Elezioni Ancona, Daniele Silvetti è l'anti Ida Simonella: «Io sindaco a tempo pieno: se vinco, mi dimetto dal Parco del Conero»
di Maria Cristina Benedetti
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Giovedì 19 Gennaio 2023, 02:05

ANCONA La bella e alta prospettiva sul porto è la stessa che scelse Ida Simonella quando si candidò, per poi vincerle, alle primarie di coalizione del centrosinistra. Daniele Silvetti predilige le identiche suggestioni del SeePort per aprire la sua campagna elettorale, anche lui in corsa verso le amministrative di primavera, sul fronte opposto: una sintesi di civiche e centrodestra. In una sala stracolma di supporter, parla con la sicurezza di chi quel discorso lo aveva in tasca da tempo. Abbassa ogni tanto lo sguardo su un foglio denso di appunti, per il resto va a braccio.  


I sostenitori


Alle sue spalle, in campo giallo e rosso, un cavaliere stilizzato si staglia sul profilo della Cattedrale di san Ciriaco e del Monumento del Passetto. Silvetti svela “Ancona protagonista”, la sua lista civica, dinnanzi ai rappresentanti di 60100 Ancona e di Ankon Verde e Popolare e ai partiti che lo sostengono: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Udc, che appena il giorno prima avevano formalizzato l’accordo su di lui. «Quattro mesi e mezzo di campagna elettorale da fare metro dopo metro, ora dopo ora, consapevoli che potremo parlare a ogni singolo elettore ed elettrice». S’impegna: «In caso di vittoria sarò sindaco di Ancona a tempo pieno». 

Parco del Conero


Al momento non si dimette dall’incarico di presidente del Parco del Conero: «Ho la fiducia del Cda, lascerò se sarò eletto». Gettate le fondamenta, inizia a posare le pietre. La prima: vuole far ripartire una città «ferma da 40 anni, non più tanto attraente come dimostra il calo degli abitanti sotto quota 100mila». Se la immagina così la sua Dorica: «Grande, in grado di fare rete su un’area vasta, coinvolgendo altri Comuni e anche il Parco del Conero, un brand molto più conosciuto della città». Allarga l’orizzonte: «Lo sviluppo delle Marche non può prescindere da un capoluogo che faccia il capoluogo». Al suo fianco siedono Manuela Caucci e Simone Pizzi di Ancona Protagonista. In prima fila si distinguono Stefano Tombolini di 60100 Ancona e Daniele Ballanti di Ankon Civica. Tra il pubblico i capigruppo regionali di Fdi Carlo Ciccioli e di Fi Jessica Marcozzi, il commissario provinciale di Fi Gianluigi Tombolini. Più defilato l’assessore regionale Stefano Aguzzi.


I temi


Il suo mantra: cultura, mobilità, turismo e urbanistica. «L’ultima luce accesa risale all’inaugurazione del Teatro delle Muse». Non rinuncia a dire qualcosa di sinistra: sostenibilità, inclusione, accessibilità, partecipazione. Non rinnega la sua storia politica - prima An, poi Pdl e infine Forza Italia - ma il suo vanto è il nuovo ruolo di federatore «tra i civici e i partiti tradizionali». Punta ad attirare «gli scontenti dell’attuale amministrazione a guida Pd». Avverte: «Gli steccati ideologici sono finiti». Con l’annuncio spariglia: «Sono previste alcune sorprese». Tradotto: l’arrivo di altre civiche e candidature provenienti dal mondo ambientalista. Sui nodi sciolti, solo martedì, dalla Lega sul suo nome, guarda e passa, veloce: «Questioni interne al partito». Al motto «basta con gli uomini soli al comando», invoca sintesi e confronto.
 

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