Torrette raddoppia la terapia intensiva, al Pronto soccorso flash mob degli operatori. Scuola, 40 bambini in quarantena

Sabato 6 Novembre 2021 di Stefano Rispoli
Il flash mob degli operatori del pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette

ANCONA - Il virus non dà tregua, i contagi sono nuovamente in crescita e Torrette corre ai ripari. Visto il trend dell’andamento epidemiologico, la direzione degli Ospedali Riuniti ha dato il via libera al raddoppio dei posti di terapia intensiva dedicati ai malati di Covid: i 4 letti (attualmente tutti occupati, dopo che ieri pomeriggio è arrivato un paziente da Macerata) da oggi diventeranno 8 all’interno della Clinica di Anestesia e Rianimazione diretta dal professor Abele Donati.

 
La scelta
Una decisione che, spiega il primario, «nasce dall’esigenza di incrementare le postazioni per curare i pazienti più gravi, visto che si sta registrando un generale aumento dei ricoveri e i nostri 4 posti letto dedicati sono già occupati da pazienti gravi, che riceviamo anche da altre province in un’ottica di rete regionale. Ci prepariamo al picco pandemico». Nessuno dei 4 pazienti in terapia intensiva - tre uomini e una donna tra i 50 e i 70 anni - risulta vaccinato.

Versano in condizioni critiche, tant’è che sono intubati, uno in regime di Ecmo - la tecnica di ossigenazione extracorporea a membrana - per via della sua severa insufficienza respiratoria. Cresce la pressione anche sul reparto di Malattie Infettive: sono 19 i Covid-positivi ricoverati in regime non intensivo, tra Clinica (10) e Divisione (9). Altri 4 pazienti infettati dal virus sono invece assistiti al Salesi: una mamma nella clinica ostetrico-ginecologica, due bambini in pediatria e un neonato di pochi giorni in Tin.

Le loro condizioni, però, non destano particolare preoccupazione. In tutto, dunque, sono 27 i malati di Covid assistiti tra Torrette e l’ospedale pediatrico: due in più rispetto a giovedì, nonostante tre pazienti siano deceduti nelle ultime 48 ore (un 48enne di Vallefoglia, un 75enne di Serra de’ Conti e una nonnina di 90 anni anconetana, a cui si aggiunge un 96enne di Serra San Quirico che si trovava nella Residenza Valdaso). In sintesi, dei 33 letti predisposti per la cura del virus tra le strutture di via Conca e via Corridoni, 27 sono occupati. Di qui l’esigenza di riconvertire altre 4 postazioni di Rianimazione a Torrette. 


Le sospensioni 
L’ospedale regionale deve fare i conti non solo con la minaccia della recrudescenza della pandemia, ma anche con i propri dipendenti no-vax. Sono 33 quelli attualmente sospesi (su un totale di 44 procedimenti aperti, frutto di segnalazioni di Ordini o Asur), fra cui tre medici. Le categorie più colpite sono gli Oss e gli infermieri ma, spiega il direttore amministrativo Antonello Maraldo, «queste defezioni non stanno creando particolari problemi perché molti degli operatori socio-sanitari assunti a tempo determinato nel periodo della pandemia sono rimasti in servizio, altri verranno contrattualizzati a tempo indeterminato attingendo dalla graduatoria di Marche Nord, mentre molti infermieri sono rientrati dalle ferie estive e quelli sospesi non sono concentrati in un singolo reparto: tutto ciò - conclude Maraldo - ha agevolato la riorganizzazione». E ieri mattina il personale del Pronto soccorso di Torrette ha organizzato un flash mob, fermandosi per un paio di minuti, per protestare contro le aggressioni e le minacce subite sempre più frequentemente da persone contrarie al vaccino: una situazione così incandescente che gli Ospedali Riuniti hanno deciso di assumere una guardia giurata per 12 ore al giorno per presidiare anche l’hub vaccinale. 


La scuola
L’incremento dei contagi non risparmia la scuola. Quaranta bambini sono in quarantena per casi Covid registrati in una classe della scuola dell’infanzia Garibaldi (istituto Cittadella-Margherita Kack) e in una della elementare Elia (istituto Posatora-Piano-Archi). «La situazione non è allarmante ma va tenuta sotto controllo», spiega l’assessore Tiziana Borini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA