Sei classi su nove in quarantena, chiusa la scuola Conero: «La situazione è preoccupante»

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Andrea Maccarone
Sei classi su nove in quarantena, chiusa la scuola Conero: «La situazione è preoccupante»

ANCONA - Sei classi su nove in quarantena. La scuola elementare Conero di Pietralacroce chiusa fino a lunedì. È questa la disposizione dell’Asur recepita ieri mattina dalla segreteria dell’istituto. La comunicazione era stata inviata dall’azienda sanitaria nel tardo pomeriggio di mercoledì, ma data la festività il documento non era stato visionato per tempo. Così ieri mattina qualche genitore, arrivato a scuola per accompagnare i figli, si è trovato l’ingresso sbarrato. Un piccolo disguido che, per fortuna, non ha provocato grossi disagi.

 

Infatti molti genitori si erano già messi d’accordo preventivamente per non portare i figli a scuola almeno fino a quando la criticità non fosse rientrata. 

I contagi 

Il virus continua a diffondersi tra i più giovani. Tre, per ora, sono le positività accertate tra gli alunni della Conero. Più una, quella dell’insegnante, che sarebbe stata a contatto con più classi. Da qui la decisione di chiudere l’intero plesso. «La situazione comincia ad essere preoccupante - ammette l’assessore alla pubblica istruzione, Tiziana Borini -, se il contagio si dovesse estendere a macchia d’olio, ci saranno ripercussioni non solo sul sistema scolastico ma anche sulle famiglie». Rientra l’allarme alla Maggini, dove fino alla scorsa settimana erano 3 le classi in quarantena. «Una è tornata in presenza - spiega la dirigente dell’Istituto Comprensivo Grazie-Tavernelle, Silvia Del Monte - al momento sono solo due in quarantena». E anche sul fronte delle scuole superiori la situazione impone livello d’allerta massimo: due classi in dad al liceo scientifico Galileo Galilei, 1 all’Istvas, 2 al Podesti Calzecchi-Onesti e 1 al liceo artistico Mannucci di Fabriano. «Devo dire che c’è una grande collaborazione con l’Asur - afferma la dirigente del Calzecchi-Onesti, Laura Castellana - proprio ieri (mercoledì per chi legge, ndr) ci hanno comunicato la quarantena per due delle nostre classi». 
Sebbene i dirigenti scolastici siano ormai rodati sulle procedure da attuare nel momento in cui vengono avvertiti di eventuali contagi all’interno dei loro istituti, rimane comunque un certo livello di disagio nell’organizzazione del protocollo. Perché è indubbio che l’Asur sia ormai sotto pressione a causa dell’elevato numero di tamponi da processare. «La procedura non sempre si attiva in maniera tempestiva», spiega Francesco Maria Orsolini, preside del liceo artistico Mannucci. E poi, con la differenziazione delle quarantene per vaccinati e non, le classi rientrano a scaglioni.

Le conseguenze

«Questo è un aspetto che provoca qualche rallentamento sul piano didattico - continua Castellana - perché i vaccinati rientrano a 7 giorni, i non vaccinati a 10. Mentre gli studenti con disabilità che non possono sottoporsi al tampone possono tornare al 14esimo giorno di dad». Per non parlare, poi, delle incombenze in capo ai dirigenti scolastici. «Un carico di lavoro che gestiamo con fatica - incalza la dirigente Del Monte -, un impegno che non ci permette di staccare mai».

 

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